"Siamo i partigiani del 2020". Le sardine a Roma tra Anpi e insulti

Sul palco di piazza San Giovanni giovani africani e musulmani, il medico dei migranti e le Ong. Il leader delle sardine a ilGiornale.it: "La differenza con la Lega è qualitativa, loro credono a messaggi semplici, qui c'è voglia di complessità"

"Siamo i partigiani del 2020". Le sardine a Roma tra Anpi e insulti

Cantano “Bella Ciao”, poi l’inno d’Italia. Qualcuno grida dal palco: "Siamo i partigiani del 2020". L’esercito delle sardine arriva nella Capitale e getta la maschera. È un popolo di sinistra che ha le idee chiare e vuole riprendersi la scena politica. L’Italia che sognano è multiculturale e antirazzista. È l’Italia dei porti aperti alle Ong. Sono arrivati da tutto lo Stivale per protestare contro odio, violenza e discriminazione, anche se il collante che li tiene uniti è proprio l’essere contro qualcuno. E questo qualcuno ha un nome e un cognome: Matteo Salvini.

Sui cartelli lo definiscono "uomo forte", quello che vuole "pieni poteri". Per tutti qui è un pericolo da arginare. "Un mese fa la piazza di Bologna lanciava un segnale, che era un allarme ma anche una voce di speranza – scandisce dal palco il leader dei pesciolini anti-leghisti, Mattia Santori - quando la bestia del populismo arriva nel tuo territorio hai due scelte: o perderti o stringerti". "La piazza di Bologna ha scelto di stringersi e dire da qui non si passa".

Per il primo appuntamento nazionale Santori ha scelto la stessa piazza riempita dal centrodestra che lo scorso ottobre protestava contro l’"inciucio" giallorosso. Il paragone viene spontaneo. "Innanzitutto quella era una manifestazione promossa da tre partiti, qui la gente è venuta di sua spontanea volontà e a sue spese – spiega a ilGiornale.it il ragazzo bolognese – non so ancora quanti siamo, se più o meno di loro, ma il confronto non è sui numeri bensì sulla qualità". "La gente che vota Lega crede a messaggi semplici, che puntano alla pancia, qui invece c’è voglia di complessità e di tornare a fare parte di una politica che ricominci dalle relazioni umane".

Per Joy Olayanju, organizzatrice della piazza di Parma, il leader della Lega è un "razzista". "Sicuramente - ammette questa diciottenne di origini africane - in Emilia le sardine hanno contribuito a far aumentare la popolarità di Stefano Bonaccini". "Non so per chi voteranno", prosegue. Lei, invece, che nella cabina elettorale ci entrerà per la prima volta il prossimo 26 gennaio per eleggere il governatore della sua regione, non ha dubbi: sceglierà il candidato di centrosinistra.

Sul palco si alternano la presidente dell’Anpi, Carla Nespolo, l’eurodeputato Pietro Bartolo e la portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi. "Siamo stati investiti da una fortissima campagna di criminalizzazione, dobbiamo abbassare i toni e non avere paura: il sovranismo non funziona perché è un paradosso", urla dal palco l’attivista. "Ancora oggi non mi rendo conto – accusa - di come sia stato possibile quel mare d'odio contro la nostra capitana Carola Rackete". "Dobbiamo denunciare il fatto – prosegue - che oggi chi ci rappresenta fa patti con l'inferno, con la Libia".

"Salvini? È anti-democratico", non ha dubbi il medico dei migranti. Il motivo è che l’ex ministro dell’Interno "ha firmato dei decreti legge che fanno diventare un reato salvare una persona". A chiedere che vengano smantellati i decreti sicurezza sono anche le "sardine nere". Ragazzi stranieri “stufi di ricevere insulti per strada e di essere sempre fermati dalla polizia". "Non accettiamo più l'odio che domina la politica", dicono dal palco.

Tra gli oratori c’è anche Nibras, una ragazza musulmana. Anche lei si scaglia contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni: "Non vi permetteremo di aprire le pagine nere del passato, questo è uno Stato di diritto". "Questa è una piazza antifascista e antirazzista, solo chi abbraccia questi valori può essere qui oggi", ribadisce anche il portavoce delle sardine romane Stephen Ogongo, che mette a tacere tutte le voci sulla presunta apertura a Casapound. "Con loro non abbiamo nulla da dirci", conferma la presidente dei partigiani italiani.

E in serata arriva anche l’endorsement del segretario del Pd, Nicola Zingaretti. "Grazie per aver reso Roma così bella, per la passione che ci mettete, per chiedere con tanta forza un'idea di politica inclusiva e sana", ha scritto su Facebook il leader Dem, che promette alle sardine che il Partito Democratico "farà di tutto per mettere in atto" le loro proposte. “Cambiamo insieme l’Italia”, è questo l’appello del capo del Pd.