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"Scarpinato è considerato un eroe ma ecco come ha avuto i posti"

L'ex pm sul senatore M5s: "Lo aiutai a diventare pg a Palermo, la sua nomina frutto degli accordi tra le correnti di Md e Unicost"

"Scarpinato è considerato un eroe ma ecco come ha avuto i posti"

E insomma, chi ha ragione? Matteo Renzi, che chiede all'ex pm Roberto Scarpinato di spiegare i suoi rapporti con Luca Palamara? O Scarpinato, oggi senatore 5 Stelle, che nega di avere mai frequentato l'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati? Unica soluzione: andarlo a chiedere a Palamara.

Qualcuno non la conta giusta. Chi è?

«Scarpinato ha ragione su un punto: io e lui non ci siamo mai frequentati. Ma ho detto e ribadisco che nel 2012, quando ero presidente dell'Anm, mi sono adoperato affinchè lui potesse diventare procuratore generale di Palermo. L'operazione fu resa possibile convincendo il dottor Guido Lo Forte, che era un candidato assai forte, a revocare la sua richiesta».

Magari Scarpinato non lo sapeva, è stato aiutato a sua insaputa.

«Dico solo che la nomina di Scarpinato faceva parte degli accordi nati in ambito correntizio tra Magistratura democratica e Unicost. Lui era molto sostenuto dalla componente siciliana di Md. Il problema era che a mettere a rischio la sua candidatura era il dissenso che tra molti colleghi circolava su alcune teorie giudiziarie che in questi anni hanno fato breccia sempre in una determinata parte politica e dell'informazione ma solo in una sparuta parte della magistratura».

Traduco: la famosa inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.

«A non condividere il lavoro di Scarpinato erano anche tanti importanti pm che con lui avevano condiviso l'esperienza palermitana. Proprio per questo per nominarlo procuratore servì un accordo tra le correnti. Io queste storie le ho spiegate già alla commissione Antimafia e, visto che il tema torna di attualità anche se si tratta di un magistrato in pensione, sono pronto a spiegarle in tutte le sedi istituzionali compreso il nuovo Consiglio superiore della magistratura. Quello precedente, di cui facevano parte i magistrati che stavano nelle mie chat, non le volle ascoltare».

Ma Scarpinato per un certo mondo di elettori e di lettori è una specie di eroe.

«Quando parlo di egemonia culturale parlo proprio di questo, di un consenso ricercato attraverso teorie discutibili, e i cui riflessi abbiamo visto recentemente in occasione dell'arresto di Matteo Messina Denaro, dove sembrava che più del successo storico dei colleghi facesse audience dare la caccia ai misteri. Dietro c'è l'eterno problema dei magistrati che operano cercando un consenso esterno alla magistratura e che poi lo mettono a frutto. E si portano in politica non solo un bagaglio di esperienze ma anche conoscenze di fatti segreti o riservati che poi tornano utili. Bisogna capire come sono stati selezionati questi magistrati da parte della politica, quali erano i rapporti precedenti, cosa c'è in tante carte che non conosciamo. Questo è il loro valore aggiunto per avere posti blindati. Il politico pensa: questo è in grado di condizionare, lo porto da me così sono più tutelato».

Renzi ha detto che regalerà a tutti i senatori il suo libro Lobby e logge dove si parla delle frequentazioni di Scarpinato.

«Il problema vero non sono le frequentazioni di Scarpinato con il sottoscritto. Le frequentazioni di cui parla Renzi è evidente che sono quelle con Montante».

Ovvero Antonello Montante, già presidente di Confindustria Sicilia, al centro di una rete tentacolare. Arrestato e condannato per associazione a delinquere.

«Fermo restando che Montante era un imprenditore frequentato da tantissimi magistrati ricordo che durante una perquisizione a casa sua venne rinvenuto un appunto manoscritto che faceva riferimento a Scarpinato, al Csm e alla nomina di procuratore generale a Palermo. Su questa vicenda ci fu una archiviazione senza che venisse neanche ipotizzato un reato, da parte della Procura di Catania. Non venne svolto mai alcun serio accertamento anche da parte di quello stesso Csm di cui facevo parte. Io mi auguro che su quella vicenda, che riguarda diversi magistrati in servizio, si possa chiarire come siano realmente andate le cose. E da questo punto di vista credo che anche l'attuale ruolo che riveste Scarpinato gli imponga il chiarimento di una circostanza che ancora oggi rimane oscura. Come andò effettivamente quella nomina? A chi si rivolse Scarpinato? Chiese anche in quel caso degli appoggi esterni oltre a quello delle correnti?»

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