Cronache

"Schiaffi da Varriale". Un'altra donna accusa

L'ex direttore di Rai Sport denunciato per maltrattamenti dalla compagna. Lui: "Falso"

"Schiaffi da Varriale". Un'altra donna accusa

Continua il rapporto - diciamo così - «conflittuale» del giornalista Rai, Enrico Varriale, con le donne a lui legate sentimentalmente.

Dopo la denuncia della sua ex che gli costerà un processo per stalking e lesioni (il pm ha di recente deciso di chiedere il processo con rito immediato), ieri un altro caso «problematico». Il giallo, in quest'ultima vicenda, ruota su un presunto schiaffo che Varriale, 61 anni, avrebbe mollato, nella sua casa romana a Ponte Milvio, all'attuale fidanzata, dopo che quest'ultima lo aveva beccato a cena con un'altra donna.

I fatti risalgono alla sera dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata, e hanno avuto come teatro l'abitazione dell'ex vicedirettore di Rai Sport, incarico «congelato» dall'azienda proprio a causa delle sue vicissitudini giudiziarie. Roba ben più grave rispetto alla tragicomica litigata con Walter Zenga in diretta tv: un alterco divenuto un classico di Blob.

Qui, invece, non c'è niente da ridere. Le versioni dei protagonisti divergono. Ma, in attesa che la Procura di Roma «faccia chiarezza», il conduttore televisivo si ritrova ora sul groppone un'altra brutta accusa di violenza. Nel frattempo i poliziotti del commissariato di Ponte Milvio stanno «indagando alacremente». Di certo si sa che la presunta vittima si è fatta «refertare» un «trauma facciale» all'ospedale Gemelli, quindi ha denunciato il giornalista per maltrattamenti; lui nega di averla schiaffeggiata e annuncia un'azione legale contro la donna per calunnia.

Intanto, attraverso il suo legale, Varriale ha descritto alle agenzie la cronaca del fin troppo animato derby disputato contro l'avversaria che poi lo ha querelato.

«Sono vittima di una folle gelosia - racconta -. L'8 dicembre alle 22.30 la donna con cui ho una relazione ha dapprima citofonato insistentemente. Successivamente ha cominciato a bussare alla porta di casa. Alla fine ho ceduto e le ho aperto. È entrata e come una furia, in preda ad un raptus di gelosia ha iniziato a distruggermi casa». Varriale, da bravo giornalista sportivo, non dimentica i particolari: «Piatti, bicchieri, soprammobili, qualunque cosa le capitava sotto mano mi veniva tirata addosso».

E lui cosa ha fatto davanti a tanta furia femminile?

«Ho provato a bloccarla - spiega, riprendendo la descrizione dell'aspra partita -, ma lei ha cominciato ad urlare Non mi toccare, ti denuncio. Ha così preso il telefono e chiamato la polizia e l'autoambulanza. Io, spettatore allibito, l'ho implorata di fermarsi. Alla fine ho capito che solo l'intervento della polizia poteva fermarla. Però prima dell'arrivo degli agenti è uscita di casa e non ho saputo più nulla».

Solo parole o Varriale ha qualcosa di più concreto in mano? «Posso documentare tutto - assicura -. Ho fotografato la mia abitazione o meglio quello che resta della mia abitazione. Ed in relazione a ciò ho dato mandato ai miei avvocati d'intraprendere le necessarie azioni legali».

Per ora 1 a 1. Palla al centro. Il risultato finale si deciderà in Tribunale.

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