Se il voto "spaventa" la Casa Bianca. Trump barcolla, ma la base è con lui

Sondaggio "Cnn": è 14 punti dietro a Biden. Il tycoon in guerra su troppi fronti. Ma punta su economia, legge e ordine per spuntarla

Se il voto "spaventa" la Casa Bianca. Trump barcolla, ma la base è con lui

Con la consueta raffica di tweet, sparati già alle 9 del mattino, Donald Trump ne ha per tutti: opposizione e giornalisti. Comincia con i rivali politici: serve «legge e ordine, non togliere fondi e abolire la polizia. La sinistra radicale dei democratici è diventata pazza», scrive per marcare la differenza fra sé, «comandante in capo» paladino della sicurezza, e gli avversari, compreso il predecessore Barack Obama, che ieri, durante una cerimonia virtuale su Youtube, con la moglie Michelle e una sfila di vip tra cui Beyoncé e Lady Gaga, ha invitato i giovani diplomati e laureati dell'anno a «combattere contro chi fomenta divisioni». Poi Trump se la prende con la Cnn, rea di aver diffuso un sondaggio poco rassicurate per il leader repubblicano, che secondo il network tv è 14 punti indietro rispetto al rivale Joe Biden, al 41% contro il 55% del candidato democratico. «I sondaggi della Cnn sono falsi quanto le loro notizie».

Il dato diffuso dal colosso dell'informazione tv statunitense è il più basso registrato dal tycoon dal gennaio del 2019. Ed è la fotografia di un momento che, fra emergenza coronavirus e proteste di piazza contro il razzismo e gli abusi della polizia, per Trump è davvero il peggiore dalla sua elezione. Si tratta di un'istantanea, facile da cancellare in cinque mesi di campagna elettorale per un combattente come Donald. E Trump sta già cominciando a farlo, sventolando i numeri di un'economia in netta ripresa. Ma il dato è pur sempre preoccupante nel cammino verso un'elezione in cui il presidente sembrava imbattibile. Ed è rafforzato dai sondaggi nei quattro Stati-chiave che potrebbero decidere le presidenziali di novembre e per questo ben più significativi. In Florida, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, gli Stati decisivi per la vittoria di Trump nel 2016, il presidente è dietro a Biden. Ai numeri, poi, si somma un cambio di umori. Non c'è solo l'ala repubblicana più tradizionale (George W. Bush, il fratello Jeb e il senatore Mitchell) che continua a guardare al suo leader come a un corpo estraneo, tanto che l'ex segretario di Stato Colin Powell ha detto che voterà per Biden. Il cambio di umore più significativo ha riguardato i vertici militari. La minaccia di Trump di inviare l'esercito per sedare le proteste ha innescato un duro scontro con il Pentagono, che l'ha considerata un avvertimento capace di provocare un'escalation di rabbia invece che placarla, e un tentativo di mettere un simbolo americano contro l'onda, in larga parte pacifica, di cittadini.

Trump rischia, dunque, ma ha ancora diverse carte dalla sua. E potrebbero rivelarsi decisive. Il consenso della base repubblicana, al 96% (come ha ricordato in un tweet), mai così alto dal 2000, cioè da vent'anni. L'economia, il cui buon andamento è stato il suo fiore all'occhiello e sembra tornare a esserlo. E poi gli umori di una fetta di elettori, che potrebbero presto stufarsi di vedere le strade in tumulto, essere additati come razzisti nel Paese del melting pot e avere voglia - su questo punta tutto Trump - di legge e ordine.

Commenti