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Segre deposita 24 denunce contro gli hater. Polizia in allerta

Sono ben 24 le denunce depositate da Liliana Segre per altrettante minacce ricevute dai leoni da tastiera del web

Segre deposita 24 denunce contro gli hater. Polizia in allerta

Sono ben 24 le denunce depositate da Liliana Segre per altrettante minacce ricevute dai leoni da tastiera del web. Assistita dall'avvocato Vincenzo Saponara, la senatrice a vita si è recata alla Sezione Indagini Telematiche del Reparto Operativo - Nucleo Investigativo. Le minacce sono per lo più di ignoti che ora dovranno essere identificati e che negli ultimi mesi sui social o con delle email hanno inviato messaggi di «odio di natura diffamatoria, spesso di carattere antisemita e contenenti auguri di morte», come recitano le denunce.

I social, ma anche le piazze, sono in questi giorni sotto stretta sorveglianza delle forze di polizia per prevenire il rischio di degenerazioni ed incidenti gravi. C'è infatti una crescente fetta della popolazione in difficoltà economiche e c'è chi - come avvenuto con le proteste contro le restrizioni anti-Covid - è pronto a guidare e sobillare per propri fini il malcontento.

Il pericolo è ben presente al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi che, da prefetto di Roma, il 9 ottobre dell'anno scorso si è trovato a gestire l'assalto alla sede della Cgil capeggiato proprio da noti «professionisti» degli scontri di piazza. Oggi l'incendio è scoppiato sui social, con le minacce di morte alla premier Meloni da un uomo preoccupato di perdere il reddito di cittadinanza.

E proprio il reddito, con l'intervento di ridimensionamento promosso dal Governo, è uno dei drappi rossi agitati da chi ha interesse ad alzare la tensione. Lo sa perfettamente il capo della Polizia, Lamberto Giannini che ha avviato un giro in tutte le questure proprio per avere il polso della situazione. La parola chiave più volte ripetuta da Giannini è prevenzione: serve conoscere in anticipo i possibili focolai di tensione per evitare che qualcuno ne approfitti. Altra parola importante è mediazione: il difficile obiettivo è quello di assicurare a tutti la libertà di manifestare senza che la protesta sfoci in violenza.

Occhi puntati, contestualmente, a chi soffia sul fuoco. I pretesti possono essere tanti, dal reddito di cittadinanza al caro-bollette, dalla guerra in Ucraina agli sgomberi, fino alle occupazioni studentesche. C'è la galassia anarchica e quella dell'antagonismo che potrebbero promuovere azioni contro il governo di centrodestra, anche per fare proseliti ed allargare la base di consenso. In questo senso, l'attentato ad Atene contro la diplomatica Susanna Schlein ed i disordini di lunedì scorso a Torino per l'udienza del processo ad Alfredo Cospito, hanno fatto suonare un chiaro segnale di allarme.

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