Quegli "orrori indicibili", quel "sistema di sterminio, morte, depravazione mai nella storia così accuratamente programmato", quella perfetta macchina del male di "sconvolgente efficacia". Ecco, nel Giorno della Memoria, il solenne ricordo al Quirinale e la condanna che dura nel tempo: tutto giusto, "sono sentimenti sinceri e doverosi", ma la testimonianza non basta più, dice Sergio Mattarella, "non possiamo limitarci" a rievocare la Shoah, gli orrori nazisti e le responsabilità fasciste, "sarebbe un'occasione mancata". Anzi, "un errore", perché intolleranza e razzismo stanno tornando e l'Europa dovrebbe occuparsene "con un'azione rigorosa". E guarda Liliana Segre, seduta in prima fila. "Cara senatrice, desidero esprimerle a nome della Repubblica la riconoscenza, la solidarietà, la stima e l'affetto forte di fronte ad attacchi colmi di volgarità e imbecillità, come sono da sempre le manifestazioni di antisemitismo".
L'Italia, spiega il capo dello Stato, "è nata contro le ideologie di morte disumane e sanguinarie che hanno avvelenato la prima metà del Novecento", lasciando "sangue, lutti, devastazioni". Con "le leggi razziali volute dal fascismo, con la complicità della monarchia, abbiamo tradito allora i nostri amici ebrei". Ma oggi nel nostro Paese "non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, la discriminazione, la violenza, per la grande menzogna della supremazia etnica". O per lo meno non dovrebbe esserci. Invece i vecchi fantasmi rispuntano, "l'antisemitismo affiora pericolosamente" nelle nostre società colte e moderne, "si predicano violenza e ideologie di oppressione", non si sopporta il dissenso.
Ed è successo persino con la Segre, a proposito del conflitto in Medio Oriente, quando le critiche al governo Netanyahu si sono confuse con l'antisemitismo. "Si può - dice la senatrice scampata dai campi di concentramento - e si deve parlare di Gaza nel giorno della Memoria. Si può parlare di Iran, Ucraina e di tutto ciò che chiama in causa l'umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria". Si può criticare Israele per quello che sta facendo nella Striscia "però non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora". La Segre è "incredula e smarrita di fronte alle esibizioni di prepotenza allo stato puro" che ricordano Il grande dittatore di Chaplin e spera nell'Europa.
Una Ue a cui si affida pure Mattarella per fronteggiare i nuovi autoritarismi. "Alle menzogne della superiorità della razza attingono i despoti dei nostri giorni", e ogni riferimento alla Russia di Putin è espressamente voluto. La propaganda, i pregiudizi, l'uso della forza per dirimere i conflitti internazionali. Il mondo, sostiene amaro il capo dello Stato, sta facendo passi indietro.
Nel pomeriggio a Palazzo Madama, sempre con la partecipazione di Liliana Segre, la seconda tappa istituzionale del giorno della Memoria. "Noi abbiamo il dovere di tramandare il ricordi della Shoa a chi verrà dopo di noi - dice Ignazio La Russa - perché quello che è successo non deve più accadere". Però accade.
"Indifferenza e intolleranza non sono soltanto cicatrici del passato, ma ferite aperte di fronte alle quali non possiamo rimanere in silenzio, o peggio, voltarci dall'altra parte". Conclude il presidente del Senato: "Vicinanza al popolo ebraico. Guardia alta contro il riaffacciarsi di vergognosi e inaccettabili rigurgiti razzisti e antisemiti".