Le sei verità sul golpe che nessuno vuole dire

I militari hanno agito per evitare arresti già decisi. Due F16 dovevano uccidere Erdogan

Altro che golpe fasullo. É una spy story disegnata intorno all'odissea di un Recep Tayyp Erdogan sfuggito prima all'assalto delle teste di cuoio mandate a catturarlo o ucciderlo e poi ai missili di due F16 incaricati d'intercettare il suo Gulfstream in volo verso Istanbul. Ma le cronache di venerdì notte spiegano anche i perché di un golpe scoordinato ed improvvisato. Un golpe innescato non dalla volontà di prendere il potere, ma dalla paura di ritrovarsi vittime di un grande repulisti. Un repulisti già studiato per far piazza pulita degli ultimi esponenti «kemalisti» e «guleniani» dentro forze armate, polizia e magistratura. Un repulisti scattato ugualmente subito dopo il golpe come dimostrano gli oltre 7mila500 arresti di militari, giudici e poliziotti eseguiti sulla base di liste già pronte da tempo. Per scovare il bandolo della matassa bisogna andare al 9 luglio quando i magistrati pro Erdogan riaprono un vecchio caso di spionaggio chiuso a febbraio a Izmir con l'assoluzione di 357 alti ufficiali. L'arresto - sulla base delle stesse imputazione - di ufficiali ed ammiragli, accusati di esser al soldo di Fethullah Gulen, il nemico di Erdogan in esilio negli Usa mette sul chi vive molti ufficiali. Scatta così il tentativo di contropiede guidato dal generale Akin Ozturk, un ex comandante dell'aviazione che ha mal digerito il pensionamento e punta ad auto proclamarsi nuovo capo di stato maggiore. Con lui ci sono il generale Metin Iyidil, responsabile dell'addestramento delle forze di terra di Ankara, il comandante del Terzo corpo d'armata e il generale Adem Huduti responsabile di quel Secondo corpo d'armata da cui dipende l'offensiva contro i curdi del Pkk ordinata da Erdogan nell'estate 2015. Ai golpisti manca però l'appoggio del capo di stato maggiore Hulusi Akar, del suo vice generale Yasar Guler e dei comandanti di esercito aviazione, marina e gendarmeria tutti perfettamente allineati con Erdogan dopo la rimozione - tra i il 2010 e il 2011 - della vecchia guardia kemalista. Per il resto a tenere le fila della rivolta vi sono una decina di generali a due stelle, una settantina dei 220 generali ad una stella ed una massa di colonnelli bloccati nella carriera perché ritenuti poco affidabili. A rendere ancor meno efficace la sollevazione s'aggiunge la mancanza di un comando unificato e l'assenza di consistenti appoggi dentro le forze di terra. Proprio per questo i congiurati decidono di puntare su un Erdogan in vacanza al Grand Yazici Club Turban, un hotel a alla periferia di Marmaris sul mar Egeo. Poco prima delle 21.00 di venerdì - mentre un gruppo di golpisti cattura il capo di stato maggiore Akared e il suo vice Guler rinchiudendoli in una base aerea vicino ad Ankara - 40 uomini delle forze speciali vengono spediti a Marmarisi a bordo di tre elicotteri con l'ordine di catturare o uccidere il presidente. A salvare Erdogan ci pensa il comandante del primo corpo d'armata Umit Dundar che lo chiama e lo invita a volare ad Istanbul per mettersi sotto la sua protezione. Così quando i «berretti marron» delle Forze Speciali fanno irruzione nel Grand Yazici Club scontrandosi con la Guardia Presidenziale Erdogan è già su un jet Gulfstream in volo per Istanbul. Neanche lassù però sono rose e fiori. Mentre all'hotel si combatte e si muore un terrorizzato pilota annuncia al presidente che il Gulfstream è stato «illuminato» dai radar di due F16 pronti ad abbatterlo a colpi di missili. In quel clima di panico parte la disperata richiesta di aiuto alla Germania poi da tutti smentita. Scatta però anche l'imprevisto che mette fine all'avventura golpista. Per qualche misteriosa ragione i missili non partono e l'aereo di Erdogan è libero di atterrare a Istanbul. Forte dell'appoggio del generale Dundar Erdogan può giocare la carta del video messaggio lanciato con il telefonino e lasciare l'aeroporto. A rispondere a quell'appello non è però il popolo - come raccontato nei giorni scorsi - ma la grande massa islamista fedele al presidente. Affluiti dalle campagne richiamati dalle moschee i barbuti - pronti a morire per Erdogan e per il Corano - circondano i carri armati affidati a coscritti impauriti ed esitanti. In poche ore quella milizia musulmana arruolata con un video messaggio si trasforma nell'unico, vero popolo della Turchia. Un popolo rigorosamente islamico al servizio di un Erdogan con un unico obbiettivo, fare piazza pulita dei propri nemici, cancellare l'idea di Turchia laica disegnata da Ataturk, e governare con il pugno di ferro una rinascita islamica basata sull'antico ideale assolutista del Califfato ottomano.

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Commenti

Altoviti

Mar, 19/07/2016 - 08:36

In tanto abbiamo un paese musulmano alle porte dell'Europa con 50 testate nucleari che si sta trasformando in califfato: sembra piuttosto che ci sia da preoccuparsi!

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Italia Nostra

Mar, 19/07/2016 - 08:40

Mah, per quanto stimi Micalessin, ho paura che chi l'abbia informato su sta storia, non gli abbia detto tutto. Rimango 'scettico andante' quanto al popolo barbuto che ha la meglio sui militari ed il fatto che gli F16 non abbiano sparato, ma non solo. La guardia presidenziale avrebbe la meglio sulle teste di cuoio? Ma che scherzo è questo? No, io credo che abbiamo assistito ad un'intentona qui e che il tutto fosse pianificato ad arte per poter dare un giro di vite alla Turchia. I colpi quelli veri, vengono quasi sempre fatti con l'appoggio di potenze straniere forti, per quello di solito riescono.

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bobirons

Mar, 19/07/2016 - 08:41

E ci sono ancora degli illusi, o dei criminali, che vorrebbero far entrare la Turchia nella (dis)Unione Europea ? MAI LA TURCHIA NELLA U.E. !

Cheyenne

Mar, 19/07/2016 - 09:55

RICOSTRUZIONE UN PO' BALORDA E NON PROVATA. PERCHE' MAI GLI F16 NON AVREBBERO SPARATO ? CERTAMENTE ERANO A FAVORE DEL GOLPE. DOVREBBERO DARE L'OSCAR PER LA REGIA AL DITTATORE ERDOGAN PER IL FILM COMICO "IL GOLPE TURCO"

tormalinaner

Mar, 19/07/2016 - 10:25

La ricostruzione di Micalessin non è molto convincente, la verità che che Erdogan ha manovrato come burattini i golpisti fin dall'inizio per poi stroncarli e avere via libera al potere assoluto e 50 testate nucleari. Un islamico che mira al califfato alle porte dell'europa, un pericolo incombente.

DuralexItalia

Mar, 19/07/2016 - 10:27

Il giorno dopo il "golpicino" alla turca vi sono stati arresti con migliaia di nomi pronti, di magistrati, poliziotti, militari e funzionari statali. Strano no, Dr. Micalessin? In sole 24 ore (neanche) il sultano ottomano conosceva perfettamente tutta la macchina, dilettantesca, dei presunti golpisti. Strano anche il fatto che non sia stato abbattuto il jet di erdogan. Why not? La storia ci dirà la verità. Gli USA, la NATO, la UE ed erdogan no.

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elkid

Mar, 19/07/2016 - 11:03

-----------la ricostruzione è verosimile----e secondo me c'è anche la manina degli stati uniti--------gli americani lo hanno scaricato erdogan----non si fidano più di lui----------secondo me ormai è questione di tempo----l'affronto poi di erdogan alla base nato di Incirlik di fatto segnerà la sua condanna a morte-----questa volta occorre davvero un appoggio americano ai kemalisti per sovvertire l'ordine costituito--hasta siempre

vince50_19

Mar, 19/07/2016 - 11:50

Micalessin: Erdogan avrebbe comunque avuto bisogno di uno "spunto" per agire pro domo sua, altrimenti se avesse fatto quello che poi ha messo in atto dopo il golpe (creato sì ad hoc), si sarebbe ancor più esposto a reprimenda del mondo occidentale e ad una più che probabile messa al bando dalla Ue. Adesso, stante così i fatti, se procederà con esecuzioni, arresti di massa e quanto di peggio contro la convenzione Vienna (ratificata dalla Turchia nel 1992) per avere la via libera al tanto desiderato sultanato ottomano, si autoescluderà non solo dalla Ue, anche dalla Nato. Contro la Nato non ha alcuna probabilità di continuare a fare il gradasso come sta facendo ora: finirà malissimo.

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MLF

Mar, 19/07/2016 - 11:52

"Per qualche misteriosa ragione i missili non partono e l'aereo di Erdogan è libero di atterrare a Istanbul". "video messaggio lanciato con il telefonino" "A rispondere a quell'appello non è però il popolo - come raccontato nei giorni scorsi - ma la grande massa islamista fedele al presidente" E le ultime due frasi di questo articolo. Nessun golpe, messinscena del Sultano per ottenere cio' che voleva.

diesonne

Mar, 19/07/2016 - 11:56

diesonne il vero maestro truffatore e ingannatore aveva già preparato la lista di procristione e come fare per eseguirla?ha orchestrato da burattinaio un colpo di stato-il resto fa parte del teatrino dei burattini-