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Sempio, via alla perizia psicologica. "Sta vivendo tumulato in casa"

Andrea a Roma: colloqui con uno specialista per contrastare il profilo descritto dagli inquirenti. I legali: "È di fatto già ai domiciliari. Gli audio? Non c'è la pistola fumante"

Sempio, via alla perizia psicologica. "Sta vivendo tumulato in casa"
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"Andrea stai messo male, eh". Comincia così, con il commento sarcastico di un passante, la due giorni romana di Andrea Sempio, in trasferta insieme al suo team difensivo per mettere a punto la memoria difensiva con cui contrastare il complesso castello accusatorio eretto dalla Procura di Pavia contro il 39enne. Il primo atto che gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, da ieri concentrati sul compendio di migliaia di pagine dell'inchiesta sul delitto di Garlasco, sarà quello di scavare nelle mente di Sempio, per tentare di confutare la consulenza criminologica del Racis, arrivata alla conclusione che l'indagato avrebbe problemi nel relazionarsi con le donne e una innata capacità di mentire.

E mentre sui media dilagava il soliloquio-confessione del 14 aprile 2025, in cui Sempio rievoca con tanto di imitazione di Chiara Poggi quelle tre telefonate a casa e fa riferimento ai video intimi sulla pennetta, nel laboratorio Genomica di Roma, dove opera la genetista del team Marina Baldi, il 39enne si è sottoposto a una serie di colloqui con uno psicoterapeuta incaricato dalla difesa di tratteggiare la personalità del sospettato del delitto e stilare una consulenza che andrà ad affiancare quella redatta dai carabinieri del Racis per la Procura. "Andrea Sempio fatica anche solo a fare le necessarie basilari attività quotidiane perché assaltato ovunque e in ogni momento dai media", dice l'avvocato Taccia, accerchiata dai giornalisti che chiedono lumi su quei soliloqui intercettati e considerati incriminanti dagli inquirenti. Nessun commento, la difesa non li avrebbe ancora ascoltati: "Un conto è leggere dei brogliacci, un altro è sentire e bisognerà sentire anche il consulente informatico, perché l'audio va analizzato, quindi ripulito dai rumori", sottolinea il legale. "Abbiamo le risposte del nostro cliente. Fino a oggi comunque non ci sembra che sia veramente saltata fuori la pistola fumante", aggiunge, sottolineando che dopo la lettura completa delle risultanze istruttorie "riparleremo col cliente e capiremo bene che prossimi passi fare". Taccia ha tenuto a far sapere che Sempio "è un ragazzo che da mesi tende a vivere in casa, a parte quando va a lavorare, l'ultima settimana l'ha passata o in studio da noi o tumulato in casa quindi di fatto è già domiciliari perché se esce comunque trova i giornalisti, che fanno il loro lavoro, però è una situazione molto difficile".

D'altronde, il quadro accusatorio, per gli inquirenti, è solido: il pool di magistrati pavesi guidati da Fabio Napoleone contesta all'indagato 21 indizi, considerati gravi, precisi e concordanti, che dimostrerebbero che quel 13 agosto 2007 avrebbe ucciso Chiara con l'aggravante della crudeltà e dei motivi abietti, mosso dall'odio maturato per la vittima a seguito di un rifiuto alle sue avance. Per la Procura, Sempio, che dopo le tre telefonate del 7 e dell'8 agosto avrebbe sorvegliato la vittima per poi introdursi quella mattina nella villetta, nel pomeriggio non sarebbe passato per caso in via Pascoli, dopo aver "notato la presenza di un'ambulanza e di diverse persone", come mise a verbale. Di quel suo passaggio davanti all'abitazione, per ben tre volte, nei mesi scorsi, erano riemerse anche alcune foto, scovate dalla youtuber Francesca Bugamelli. Negli atti, gli inquirenti riportano delle piantine della zona e scrivono che "non si capisce per quale motivo" l'indagato, in auto col padre dopo le 15 di quel giorno, passando da casa della nonna a quella di famiglia "avrebbe dovuto transitare all'altezza di via Pascoli", dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava "esattamente nella direzione opposta". E anche il fatto che durante il passaggio sarebbe stato attirato dalla presenza di persone e ambulanze non è credibile.

Non è infatti "verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall'indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie", sottolineano i magistrati. Insomma, per i pm il racconto di Sempio è "palesemente inverosimile".

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