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La sentenza choc: Poste Italiane costretta a risarcire Hannoun

L'azienda aveva bloccato il conto del filo-Hamas dopo le sanzioni Usa. Ora dovrà pagare le spese legali

La sentenza choc: Poste Italiane costretta a risarcire Hannoun
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Siamo al paradosso: Poste Italiane è stata condannata a risarcire Mohammad Hannoun, oggi in carcere con l'accusa di essere il capo di Hamas in Italia, dovendogli pagare le spese processuali per oltre 8000 euro. Il motivo? La sua associazione, la Abspp, era già stata sanzionata dal Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti d'America e inserita nella loro black list dopo il 7 ottobre 2023, proprio con l'accusa che oggi ha portato gli inquirenti di Genova a condurre la maxi inchiesta "Domino".

Inchiesta in cui la Abspp viene considerata il cuore pulsante del finanziamento al terrorismo palestinese: è tramite quell'associazione che sarebbero stati raccolti fondi per oltre 7 milioni di euro negli ultimi due anni che però a tutto servivano tranne che per la povera popolazione palestinese. Ma perché il giudice ha stabilito che Poste fosse nel torto? Su quel conto la Abspp aveva 19mila euro che però, a causa delle sanzioni, non potevano essere stornati su altri conti.

Poste, come si legge nella sentenza civile firmata dal giudice Pietro Spera "a fronte dell'impossibilità di Abspp di incassare l'assegno a causa delle sanzioni irrogate dal Dipartimento del Tesoro Usa, Poste ha richiamato nelle proprie difese il limite dei 5.000 euro all'utilizzo del contante". Secondo il giudice però questo limite "non è applicabile ai prelievi dal conto corrente personale. Nell'ambito dei prelievi da conto corrente personale, infatti, sussiste unicamente l'obbligo dell'istituto bancario di segnalare i prelievi di importi superiori a 10.000 euro". Però si tratta comunque di un'associazione, ovvero la Abspp, e non del conto personale del signor Hannoun. Ed è proprio quella che oggi viene considerata il mezzo tramite cui, usando hub come la Turchia o l'Egitto, venivano inviati fiumi di denaro ai vertici di Hamas.

È possibile che un'azienda a partecipazione pubblica debba risarcire un uomo in carcere in regime di massima sicurezza?

Già circolano le versioni di chi tenta di far passare questa decisione come una legittimazione della Abspp, cosa che ovviamente non è, perché non si entra nel merito dell'attività e perché la sede è civile e non penale.

Intanto, il tour del figlio di Hannoun, Mahmoud prosegue: ieri era in video collegamento con la rete di "Torino per Gaza" dal titolo "colpire chi resiste", a cui ovviamente ha preso parte il referente della moschea Taiba di Torino, Brahim Baya (lo stesso che elogia i missili iraniani), l'indagata Angela Lano (direttrice del sito di propaganda di Hannoun "InfoPal"), e il sindacato Sì Cobas.

Si stanno preparando alla manifestazione del 28 marzo del Movimento "No Kings Italia.

Contro i Re e le loro guerre", in cui si prevedono momenti di forte tensioni, vista l'ampia rete di sigle aderenti, che vanno dal mondo anarchico, oggi ancora più sotto osservazione da parte degli investigatori dopo l'esplosione della bomba nella Capitale, passando per pro Pal e il mondo antagonista nel suo complesso.

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