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Sfasciano ma incassano: così le amministrazioni coprono d'oro i centri sociali

Raccolte fondi, concessioni pubbliche e danni all'erario per centinaia di milioni

Sfasciano ma incassano: così le amministrazioni coprono d'oro i centri sociali
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Si presentano come i duri e puri anti sistema ma dietro al mondo degli antagonisti e dei centri sociali c'è un vero e proprio business da milioni di euro tra raccolte fondi, eventi, libri e immobili occupati illegalmente. Quando lo scorso anno Askatasuna aveva raggiunto un accordo con il Comune di Torino amministrato dalla sinistra per un patto di collaborazione che avrebbe trasformato l'immobile in un "bene comune", è stata lanciata una raccolta fondi chiamata "Supporta il 47" per raccogliere 100mila euro necessari a ristrutturare il piano terra. La cifra è stata raggiunta in poco tempo ma il vero contributo al centro sociale sarebbe arrivato indirettamente attraverso la legalizzazione della concessione dell'immobile da parte del Comune. Dopo l'assalto alla redazione de la Stampa l'accordo è saltato ma in questi anni sono lievitati i costi per l'occupazione. Lo Stato italiano ha chiesto un risarcimento danni di 6,8 milioni di euro ad Askatasuna tra danni patrimoniali e non patrimoniali determinati dall'occupazione a cui si aggiunge una richiesta di un milione di euro da parte della società Telt (Torino-Lione, concessionaria del Tav) come provvisionale per danni al cantiere, sabotaggi presunti e costi di sicurezza. Per comprendere il costo delle occupazioni abusive alla collettività basta dire che solo nella città di Roma, secondo un esposto inviato ad aprile alla Corte dei Conti nel 2024, il costo delle occupazioni abusive per il Comune è di 72 milioni di euro l'anno, oltre 700 milioni in dieci anni.

Se le raccolte fondi sono uno dei principali canali di finanziamento, non mancano gli eventi che si intrecciano con l'attività editoriale. Ieri in Val di Susa si è svolta la presentazione del libro di Zerocalcare Nel nido dei serpenti edito da Momò edizioni, la casa editrice di Mattia Tombolini, l'assistente di Ilaria Salis al parlamento europeo. L'evento è stato organizzato con il logo del Movimento No Tav che ha attivato anni fa una "casa di resistenza no Tav" con cui raccoglie risorse per le proprie attività. C'è poi il mondo islamista sempre più coinvolto nelle iniziative degli antagonisti utilizzando la Palestina come collante e in questo caso, come dimostra l'arresto di Hannoun, i finanziamenti sono tanto ingenti quanto opachi.

A proposito di legami tra i centri sociali e i mondi pro Pal, domani a Roma è previsto nell'immobile occupato SpinTime un evento promosso da Amnesty International intitolato "Genocidio a Gaza" con la presenza di Francesca Albanese.

Come spiegano le parlamentari Fratelli d'Italia Sara Kelany ed Ester Mieli: "i salotti rossi dello Spin Time aprono le porte a Francesca Albanese nello stabile occupato a Roma, a spese dei contribuenti. Una vergogna e tutto all'insegna dell'illegalità e dopo i vergognosi fatti di Torino che hanno portato alle ignobili aggressioni nei confronti delle forze dell'ordine".

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