Si chiudono le urne, si aprono i cassetti e le manette tornano a tintinnare. Il ciclone giudiziario tra ministero della Difesa, Sogei, Rti e Terna che ha scosso la Capitale ieri ("Roma è sotto choc, qualcuno sbarella e altri si cagano sotto", ci dice una fonte che conosce l'ambiente) riaccende i riflettori sullo scontro tra politica e magistratura. Non tanto per l'inchiesta su corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio, turbativa d'asta e traffico di influenze illecite - nata su input dello stesso ministero con 26 indagati - quanto per chi conduce l'inchiesta e per il pizzino arrivato via Repubblica al forzista Giorgio Mulè, già sottosegretario alla Difesa oggi in commissione Difesa alla Camera, estraneo all'indaginema individuato subito come "l'importante politico" che avrebbe raccomandato uno degli indagati senza che si faccia espressamente il suo nome nel decreto di perquisizione, forse in un'informativa rimasta (quasi) segreta. La sua colpa? Nessuna, se non quella di aver rappresentato al meglio il fronte del "Sì" al referendum che buona parte della magistratura ha osteggiato. "Uno schizzo di fango, destinato a sporcare chi lo ha lanciato, mi tira in ballo su una vicenda giudiziaria in corso. Di segnalazioni ne ho fatto un numero imprecisato, sempre rispettando e mai forzando regole e procedure, al giornalista di Repubblica che ero io o gliel'ha detto la Guardia di Finanza che ha fatto le indagini o gliel'hanno detto i magistrati che stanno facendo l'inchiesta", ci dice. Poi avverte la Procura di Roma, sarà chiamata a rispondere perché "avendo fatto uscire sulla stampa il mio nome che non compare negli atti di perquisizione e sequestro si è dimostrata incapace di tutelare la reputazione di un cittadino estraneo all'indagine". Ovviamente è una coincidenza che tra chi indaga ci sia Giuseppe Cascini, storico esponente della magistratura più ideologica contrarissimo alla riforma che avrebbe indebolito le correnti e già individuato nel caso di Luca Palamara come uno che gestiva il traffico di influenze dentro al Csm. "Qualche giorno prima che si votasse io l'avevo detto: Ci sarà la resa dei conti dei magistrati, avvisi di garanzia. Ci saranno dei pensierini" aggiunge.
È presto per dire se questa inchiesta sarà l'inizio di una nuova Tangentopoli, se è questa "la rete" evocata da Nicola Gratteri che la magistratura intende tirare per punire chi ha osato toccare il Sistema o se la tempistica è solo una sfortunata coincidenza. I personaggi che hanno dato il là all'indagine sono due presunti infedeli servitori dello Stato, l'ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala (già finito nella querelle tra Difesa e la Starlink di Elon Musk) e l'ex direttore generale di Sogei Paolino Iorio, che ha patteggiato tre anni di carcere per una tangente da 15mila euro. È il filone che ha già decapitato la Sogei, la cassaforte che non avrebbe vigilato abbastanza sui dati segreti degli italiani.
Certo è che a al capo della Procura a Piazzale Clodio né Mulè né il centrodestra hanno mai risparmiato critiche per la gestione di alcuni dossier incandescenti, dalla storiaccia degli 007 sotto casa della premier Giorgia Meloni fino al pasticcio Almasri, che ha portato all'indagine costata il posto di capo di gabinetto del ministero della Giustizia a Giusi Bartolozzi, passando dalla vicenda di Pasquale Striano e i dossieraggi nati nell'Antimafia con la complicità dei giornalisti del Domani contro il ministro della Difesa Guido Crosetto, parte lesa in questo filone d'indagine per le segnalazioni partite dal suo ministero, senza contare il filone romano della Squadra Fiore e i cascami con la milanese Equalize e la vicenda del mega dossier di dati privati esfiltrati a Gian Gaetano Bellavia, il commercialista preferito da Procure, Report e Fatto quotidiano, fino alla vicenda Paragon e ai giornalisti vicini a Luca Casarini e alla Sua Ong Mediterranea "spiati"
probabilmente da qualche intelligence straniera.Ce n'è abbastanza per un nuovo capitolo dello scontro tra politica e magistratura, con le solite manine che faranno divertire i giornali ciclostile dei pm e i loro lettori.