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Il sindaco Pd sponsorizza i filo-Hamas

A Torino il patrocinio comunale al Ramadan della moschea di Shahin, vicino ad Hannoun

Il sindaco Pd sponsorizza i filo-Hamas
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C'è chi ha deciso di inginocchiarsi in nome del ramadan. Il Comune di Torino, guidato dal sindaco del Pd Stefano Lo Russo, ha pensato bene di patrocinare un evento per l'iftar, ovvero il momento di rottura del digiuno dopo il mese di ramadan. Nulla di strano, se non fosse che la moschea prescelta sia stata quella dell'imam Mohamed Shahin, lo stesso che è stato destinatario di un provvedimento di espulsione da parte del Viminale, poi respinto grazie alle toghe del capoluogo piemontese che non lo hanno ritenuto pericoloso per la sicurezza nazionale. Ma, come Il Giornale vi può mostrare in esclusiva, le frequentazioni di Shahin non sono certo delle più normali.

In foto, infatti, si può vedere come partecipi allo stesso evento di Riyad Albustanji, oggi in carcere di massima sicurezza grazie alla maxi inchiesta della procura di Genova sulla cupola di Hamas in Italia.

Albustanji, che prima dell'arresto viaggiava periodicamente tra Norvegia (luogo di residenza attuale), Italia e Giordania, è considerato il punto di collegamento con le brigate Al Qassam, ovvero il braccio armato dei terroristi. In più occasioni ha portato personalmente all'estero il denaro frutto della raccolta effettuata presso moschee o luoghi di culto italiani in cui teneva i suoi sermoni. Diverse, poi, le intercettazioni che lo vedono protagonista in cui lo sceicco, così era soprannominato, parlava della possibilità di inviare i fondi a una persona di sua fiducia a Istanbul, che poi avrebbe potuto farli arrivare ad Osama Alisawi, l'ex ministro dei trasporti di Hamas. Intercettazioni in cui conversava soprattutto con Elsalay Yaser, a capo con Raed Dawoud della filiale mianee della Abspp, e membro del comparto estero di Hamas come sostenuto dall'accusa. Ma Yaser è lo stesso uomo con cui anche Shahin ha parlato di flussi economici: era il 14 ottobre del 2024 quando l'imam discuteva con il braccio destro di Mohammad Hannoun.

È stato Shahin a chiamare Yaser: in quell'occasione Shahin dice a Yaser che il fratello Elshobky (anche lui si muove nel torinese), sarebbe salito a Milano per andare al consolato e che dopo sarebbe passato lui.

A quel punto Shahin gli dice di dargli quella "Amana" (ovvero i soldi) e che poi appena andrà anche lui (Shahin) prenderà la seconda "Amana". Yaser gli dice che va bene e gli chiede quanto prenderà lui, se 10 oppure 20. Shahin risponde che prende 10, ma Yaser replica dicendo che pensavano di dargli 50. Ma, nonostante tutto ciò, c'è un sindaco che ha avuto la brillante idea di sponsorizzare il 15 marzo l'iftar che si terrà presso l'Aiuola Ginzburg, in quello che l'islamico Brahim Baya, notoriamente amico di Shahin, definisce "quartiere resistente". Ma erano anni che quel centro culturale non faceva una simile iniziativa: "Siamo felicissimi di annunciare che, dopo 7 anni dall'ultima edizione del 2019, la Moschea Omar torna a organizzare il celebre Iftar Street. Torino si conferma anche una volta una città dell'incontro e del dialogo", scrive la loro pagina ufficiale. Sui loro social si può scorgere, tra un "inshallah" e l'altro, il consueto sostegno alla Flotilla, frasi come "da ogni fiume fino ad ogni mare", ma anche richieste di donazioni da Shahin in persona che chiede ai fedeli di aiutarlo a raggiungere una cifra di circa 75 mila euro per ristrutturare l'edificio.

È mai stato fatto il lavoro per cui è stato richiesto l'esborso economico? E, soprattutto, si esclude in alcun modo che ci siano dei collegamenti con le intercettazioni che abbiamo citato? Ma la domanda principale va rivolta a Lo Russo: è solo mancanza di consapevolezza di ciò che si promuove? O, altrimenti, perché affiancarsi a soggetti simili? Contattato da Il Giornale, lo staff del Sindaco ha riferito che verranno effettuati i dovuti accertamenti per comprendere la dinamica dietro il patrocinio che compare sulla locandina.

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