"Sei arrabbiata?", mi ha chiesto ieri mattina una mia amica, quando ha saputo che c'erano anche mie fotografie, rubate, nel sito "per uomini scemi" che si chiama Phica.net, e che ieri è stato chiuso dal proprietario. Il quale si è scusato, ha detto che lui voleva solo fare un sito per dibattiti e opinioni. Già. Perciò ha deciso di chiamarlo "Phica". Forse non sapeva che in latino "ph" si legge "effe".
No, non sono arrabbiata, le ho detto, provo solo un senso di scoramento perché sto ragionando sul punto di miseria al quale è giunta una fetta abbondante dell'umanità maschile (non tutta, per carità, e questo non ce lo scordiamo mai, sennò non capiamo niente del rapporto tra i sessi. Esiste una maggioranza larga di uomini che con le donne hanno rapporti paritari e ottimi).
Però questa vicenda dimostra che quella della quale parliamo è una fetta di popolazione maschile abbastanza larga. Io mi chiedo solo questo: delle decine di migliaia, o forse centinaia di migliaia o ancora di più, che sono finiti, magari per caso, in questo sito, a nessuno è venuta - per anni - l'idea di denunciarlo? Cioè, ci sono in giro per l'Italia centinaia di migliaia di maschi ridotti in quelle condizioni?
"In quali condizioni?", mi ha chiesto la mia amica. Le ho risposto, forse un po' bruscamente: in condizioni di palese inferiorità rispetto alle donne. Non conosco donne che trovano la loro soddisfazione sessuale nello sbirciare immagini un po' provocanti di maschi, e nello scrivere insulti, schifezze, insolenze, desideri osceni sotto quelle immagini. È chiaro che esiste una netta superiorità di statura intellettuale e morale delle donne nei confronti di questa categoria, purtroppo non piccolissima, di maschi. E questa è una pessima cosa. Finché non riusciremo a tirar fuori questi maschi dalla loro condizione di inferiorità demente non sarà possibile costruire una società equilibrata e fondata sulla parità tra i sessi.
No, non mi sono arrabbiata perché sono una persona serena e raziocinante. Del resto credo che chiunque, maschio o femmina, possa fare ciò che vuole del proprio corpo, possa esporlo o nasconderlo, offrirlo o esserne geloso, amarlo o non amarlo, in modo assolutamente libero e senza essere giudicato. Ma sto parlando del "proprio" corpo, non del corpo degli altri.
Chi pensa di poter usare a suo piacimento il corpo degli altri, come fanno quei maschi musulmani che decidono di imporre alle donne di mettere il velo o il burka, o come fanno questi maschi latini che ne rubano le foto e i video, sono persone di livello morale e culturale infimo. Che costituiscono un problema per la società.
Non è giusto ignorare il problema: né il problema personale di quei poveretti, che io sinceramente compatisco per la loro infinita debolezza, né il problema generale di una società che vuole entrare nella post-modernità e poi ogni tanto scopre che ancora non è giunta nemmeno al medioevo.