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"Soldati in Groenlandia? Barzelletta"

Crosetto esclude l'invio di militari ma avverte: "I russi sposteranno lì le truppe"

"Soldati in Groenlandia? Barzelletta"
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L'avvertimento del ministro della Difesa, Guido Crosetto, è molto chiaro: "Probabilmente il giorno che finirà la guerra in Ucraina, gran parte delle risorse militari russe saranno spostate nell'Artico". A Villa Madama il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha organizzato la Conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana, proprio mentre il presidente Donald Trump insiste sulle pretese americane sulla Groenlandia. All'incontro arriva anche il messaggio da Tokyo della premier Giorgia Meloni: "L'Italia intende continuare a fare la propria parte per preservare l'Artico come area di pace, cooperazione e prosperità. Per Unione Europea e Nato questa regione strategica negli equilibri globali sia una priorità".

Crosetto, però, ironizza: "Da tempo la Difesa si interessa dell'Artico, con la Marina, l'Aeronautica, l'Esercito. Le esercitazioni non sono iniziate adesso. E non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l'inizio di una barzelletta. Io sono per allargare, non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu". Il titolare della Difesa spiega che con il cambiamento climatico il quadrante artico è destinato a diventare sempre più centrale per traffici commerciali, energia e materie prime, "con un impatto diretto sugli equilibri geopolitici globali". E oggi "il Paese che più confina con questo nuovo pezzo di mondo è la Russia, che ha la più grande presenza sull'Artico". Ecco spiegato che lì, sui ghiacci, "si sta spostando la Nato, concentrando tutta la politica militare del Nord sempre più vicina all'Artico". E il titolare della Difesa fa un esplicito riferimento alle dichiarazione di Trump sulla Groenlandia.

Anche il capo del governo insiste su un'azione comune dell'Occidente: "L'Alleanza Atlantica - dice Meloni - deve cogliere l'opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori". Perché lì "si intrecciano economia, ambiente, ricerca, energia e, oggi più che mai, sicurezza e difesa". La premier ricorda che la regione possiede circa il 30% delle riserve mondiali di gas e circa il 13% delle riserve globali di petrolio non ancora scoperte: "Siamo consapevoli - dice - che ciò che accade nel Grande Nord non è qualcosa di distante o che rimane confinato in quella regione". L'approccio del governo è a 360°, infatti alla Conferenza partecipa anche la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

Tajani ricorda che il nostro Paese è stato e sarà in prima fila in questa operazione, che ha interesse alla stabilità dell'area e all'incontro partecipano i vertici del Cnr e dell'Enea proprio per aggiornare il piano d'azione nell'Artico: "L'Italia ha una visione strategica e storicamente c'è una presenza politica del nostro Paese nella regione artica, che ha rappresentato sempre per noi un interesse particolare dal punto di vista della navigazione, della sicurezza, dell'interesse economico". Il Documento Strategico presentato alla conferenza delinea gli obiettivi per il rafforzamento dell'impegno italiano nella regione e Tajani annuncia: "Stiamo preparando con la nostra ambasciata a Copenaghen una missione imprenditoriale per l'Artico, penso ad un tavolo per essere all'avanguardia dell'export in questa scenario su difesa, energia e spazio.

Vogliamo sostenere le nostre imprese e stare al loro fianco perché la regione artica è una nostra priorità". C'è molto da fare, conclude Crosetto, perché l'Artico "è una terra di nessuno dove è necessario costruire regole che non generino nuove fratture in un mondo che ne ha già troppe".

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