"Non parlo perché ho paura dei giornalisti". Saranno anche bianche, le strade di Siena che oggi ospitano la durissima gara ciclistica che apre la stagione, ma la coscienza della città è nera, "abbuiata" come direbbe l'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, Barbour e coppola che riconosciamo quasi davanti a Rocca Salimbeni, la sede di Mps sporcata del sangue di David Rossi, il manager responsabile delle Comunicazioni morto il 6 marzo di 13 anni fa. Per quella frase captata dalle Iene Piccinni ha subito una gogna in città. Gli scriviamo invano un sms, lui sbircia il suo cellulare di vecchia generazione, inintercettabile, e se ne va e quasi un ciclista dell'ultima ora lo sfiora. Gli strilloni sulla Via di Città riportano i titoli della Nazione, il video (che sempre le Iene pubblicheranno) con cui venerdì Ris e medico legale consulenti della commissione d'inchiesta, nella relazione di metà mandato hanno ricostruito la sua strana morte spaventano per la loro crudezza. "Aggredito, picchiato, tenuto per il polso e lasciato cadere, con il suo orologio che cade poco dopo e spiega tutto", dicono le carte. Fotogrammi impressi in una vicenda "ancora con più ombre che luci", ci dice Walter Rizzetto di Fdi, uno dei parlamentari più agguerriti a caccia della verità su Rossi.
La città questa verità non la vuole, e si capisce perché. I destini della banca si intrecciano con i fili rossi del Pd che controllano ogni bifora, simul stabunt simul cadunt. "Lasciate perdere si è suicidato, non c'è niente da scoprire" è il mantra che ha accompagnato questi 13 anni senza verità "quando bastavano 13 giorni di indagini fatte bene", tuona Ranieri Rossi fratello di David. È anche per questo che Carmelo Miceli, l'avvocato della vedova Antonella Tognazzi e della figlia Carolina Orlandi che il Pd ossessionato dalle banche ha "cacciato" dal Parlamento candidandolo a perdere ("meglio, sono più libero..." ci dice) dentro di sé non vorrebbe che a occuparsi delle nuove indagini che la Procura di Siena sembra aver aperto siano le forze dell'ordine locali.
A richiedere le carte che scrivono la parola "omicidio" nel fascicolo su Rossi sono i sostituti Siro De Flammineis e Niccolò Ludovici, "gli stessi che se ne sono già occupati e si è visto già alla fine della scorsa legislatura, tre righe per dire non sussistono elementi per riapertura, ma come?", maligna un cronista locale che non vuole farsi riconoscere. "Sarebbe inopportuno per le troppe criticità accumulate nel tempo, la Procura dovrebbe astenersi", ribadisce Rizzetto e Miceli fa una smorfia, pensando alla scena del crimine compromessa dai tre pm perdonati dal Csm Aldo Natalini, Antonio Nastasi e Nicola Marini (che in audizione in commissione si è incartato su un mare di inesattezze), alle prove buttate come i fazzolettini sporchi di sangue o a quelle sparite come la cravatta di Rossi "usata per pulire le impronte" ci dice il presidente della commissione Gianluca Vinci. Per tacere di periti per cui Rossi si sarebbe "buttato di schiena". Anche polizia e carabinieri qualche prova in questi anni se la sono persa, vedi l'hard disk del pc "rotto da una forza esterna" prima di finire al Racis con dentro mail "strane" ancora da ricostruire. O come il video "ritrovato" dall'ex parlamentare M5s Luca Migliorino, fuori dalle Camere e oggi consulente: "Ti riporto la voce della maggior parte dei senesi, finalmente è stato dimostrato che lo hanno ucciso". "C'è uno Stato che si riprende un pezzo di credibilità affondato da un altro pezzo di Stato che ha tradito i familiari di Rossi", sottolinea Chiara Tenerani di Forza Italia, nel board della commissione. "Se a Siena arriveranno a capire chi è stato, allora si potrà credere nelle istituzione e dire anche dopo tanti anni magistratura e politica arrivano alla verità", controreplica il grillino. Mentre Piazza del Palio gremita di turisti si prepara ad accogliere il vincitore delle Strade Bianche qualcuno ci ricorda il legame tra Mps e lo sport, i 42 milioni di euro in chiaro che finivano in mille rivoli a titillare l'ego degli amici degli amici della banca ma anche a decidere sotto banco cash i destini dell'antichissima corsa estiva. Dentro la Casta di Siena (copyright Raffaele Ascheri) qualcuno può aver storto il naso perché quel fiume di denaro - non sempre tracciato... - si sarebbe fermato causa indagine sul crac che poteva affondare il Monte. Il Banco vince sempre, come Tadej Pogacar le Strade Bianche.
C'è un filo che lega il ritorno di altri 40 milioni di euro scudati dalla Svizzera e uno dei libretti della filiale della banca di Viadana - il 4099099 che la Tim ha inutilmente tentato di associare a una inesistente ricarica - a cui si arriva seguendo il numeretto comparso sul cellulare di Rossi, il paesone del Mantovano è finito nel processo Grimilde, lì"dove Rossi amava a vedere il rugby che lui sponsorizzava", a 5 km da Brescello sciolta per 'ndrangheta legata alla cosca Grande Aracri di Cutro, già padrona del Reggiano che starebbe comprando in nero pezzi di territorio, come dimostra il processo a Siena sull'azienda agricola rilevata sotto costo da presunti prestanome delle 'ndrine. Ci sono tre Procure antimafia (Bologna per Brescello, Brescia per Viadana e Firenze per Siena) che spulciano le carte della commissione e sono golose di saperne di più, "al nuovo Procuratore Andea Boni abbiamo depositato l'istanza di riapertura per omicidio, scegliendo di riporre alla Procura la competenza sul caso", ribadisce il legale della famiglia Rossi Miceli, anche se i due sostituti che hanno tutto in mano sono gli stessi che ne avevano chiesto l'archiviazione. Senza le inchieste giornalistiche di Marco Occhipinti e Antonino Monteleone la verità sarebbe una rampa in salita come il Muro di Huy. "In Mps insistono sulla pista dei festini a luci rosse che lui avrebbe voluto rivelare, qualcuno l'ha usata per ricattare qualcun altro, una roba da serie tv", ci dice un vecchio bancario che la sa lunga, uno dei tanti colleghi di David "spariti assieme agli amici e ai tantissimi che venivano a casa, a chiedergli favori o notizie", rivela la figlia Carolina alla Stampa. "Chi sa parli", è l'appello dei commissari alla città. Qualcuno ha intercettato Michele Placido alla conferenza ("sono appassionato di ciclismo", la sua replica) e chissà se non salti fuori una fiction.
La città che ha snobbato la cerimonia di commemorazione di David Rossi al cimitero si gode l'arrivo delle Strade bianche, come per il Palio, resta alla finestra. Un posto pericoloso come non ha capito in tempo il povero David, ucciso 13 anni fa anche dall'indifferenza di chi ne ha sfruttato le umane debolezze.