Coronavirus

Solinas: "Contro la Sardegna montatura mediatica"

Il governatore Christian Solinas ricorda che la Sardegna è l'unica Regione che ha proposto il certificato di negatività ma la proposta è stata fortemente criticata

Solinas: "Contro la Sardegna montatura mediatica"

In tempi non sospetti, per tutelare i cittadini e rilanciare il settore del turismo, il governatore della Sardegna, Christian Solinas, aveva lanciato la proposta di istituire una sorta di patentino che attestasse lo stato di "Covid-free " di chi si recava sull’isola. Orrore ed vergogna. L’idea è stata fin da subito criticata aspramente da più parti. Tra i primi ad esprimersi ci fu il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, che in sostanza definì la proposta incostituzionale. Sono passati poco più di due mesi ed ecco i risultati di quella bocciatura. Nelle ultime settimane, infatti, ecco che sta prendendo sempre più piede il presupposto, sbagliato, che la Sardegna sia divenuta il cuore dell’epidemia. Addirittura ora è lo stesso Boccia, colui che riteneva essere contro la Costituzione la proposta del patentino, si sta spendendo affinché i governatori di Sardegna e Lazio attuino reciproci controlli a tappeto sugli arrivi. Le cose cambiano nella vita.

Ma Solinas non si sta a far passare l’isola come un mega-focolaio. "C'è una strumentalizzazione fuori dal comune. È una montatura molto mediatica", ha dichiarato il governatore in una intervista a La Repubblica. "Se si guardano i contagi- ha aggiunto- la Sardegna non è tra le più inguaiate. Abbiamo 558 attualmente positivi contro 2.555 del Lazio, 6.225 della Lombardia, 1.273 della Toscana. In base a quali algoritmi saremmo il centro del virus? Il Covid si diffonde dove c'è più turismo e se guardate i numeri e non le chiacchiere non siamo affatto al centro della seconda ondata".

Solinas ci tiene anche a smentire quanto diffuso dal Lazio, e cioè che il 45% dei suoi casi sono rientri dalla Sardegna. "Questa storia- ha sottolineato il governatore- è destituita di fondamento. L'assessore alla Sanità laziale parla di 600 casi collegati: dubito fortemente. Questo tentativo di dipingerci come il problema è solo strumentalizzazione mediatica". Il punto fondamentale, ha spiegato ancora Solinas, è che l’isola non aveva e non ha circolazione virale autoctona. "Tra i sardi- ha rimarcato- il virus non circola. In modo incosciente, prendendo farmaci per abbassare la febbre, qualcuno è venuto in Sardegna da positivo, altri non hanno osservato le misure su assembramento e promiscuità vietati da tutte le ordinanze. Ora tornano a casa e dopo averci portato il virus il problema siamo noi?". Il presidente della Regione ha specificato che ci sono casi di persone che si sono ammalate quando erano all'estero ma "sono focolai identificati e circoscritti. Qualcuno è tornato e ha contagiato un congiunto".

Lo stesso Solinas difende l’ordinanza per tenere le discoteche aperte. Il motivo è semplice. Secondo il governatore questi locali non sono la causa del problema: "Erano aperte anche in Versilia, nella costiera romagnola e nel resto del Paese. Ci sono contagi ovunque, ma nessuno cercava il problema lì: possibile che solo in Sardegna ci si contagiasse in discoteca all'aperto? Perché fate pochi test? Ad agosto abbiamo fatto più tamponi della prima ondata. Siamo in media sui 1.200 al giorno. C'è un protocollo: si fa sui sintomatici, sui contatti con positivi... c'è una tecnica a centri concentrici che ci consente di isolare i focolai".

Il presidente della Regione, con numeri alla mano, fa un altro ragionamento. In Europa c’è quella che si può definire, anche se non ufficialmente, la seconda ondata. "In Spagna e Francia ci sono 4 o 5mila casi al giorno, in Italia oggi (ieri, ndr) 1.411, di cui 57 in Sardegna. Le sembra che ci sia un problema Sardegna?". In merito alle polemiche che si sono scatenate contro l’isola, Solinas ammette di non sapere se siano fatte con l’intenzione di strumentalizzare ma ha ricordato che la Sardegna è” l'unica Regione che ha proposto un modello, il certificato di negatività: mi è stato detto no, e ora si prova a indicarci come il problema: sarebbe risibile se non fosse drammatico. Avevamo 7 milioni di presenze al 10 agosto, una forte ripresa: forse questa tempesta serve a generare cancellazioni”. Nessun rimorso per la proroga dell’ordinanza che lasciava aperte le discoteche. "Si sarebbero assembrati comunque, che ipocrisia pensare che all'aperto in discoteca sia contagioso e in spiaggia e nel lounge no".

Chiara la posizione del governatore anche sulla firma dell’accordo con il Lazio per i controlli sanitari. Solinas, infatti, ritiene che sia insufficiente portare avanti questa linea solo con la Regione guidata da Zingaretti. "Ho posto come essenziale che i controlli siano su tutti i porti e aeroporti" perché i controlli "servono su tutto il territorio nazionale. Li proponi a chi scende dalla nave a Civitavecchia e non da altri porti e aeroporti? Da tutto il mondo possono arrivare senza controlli e mi dici li facciamo quando ripartono? Eh no".

L’unico rammarico espresso da Solinas riguarda il non essere riuscito a convincere Roma della validità del patentino anti coronavirus. "Ritengo di aver fatto il meglio per preservare salute e economia. Peccato non essere riuscito a convincere il governo che il certificato di negatività era l'unico strumento: è la tendenza mondiale, ma il governo ha preferito la riapertura senza controllo. E ora dà la colpa a noi".

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