Sondaggi, Conte convince 2 italiani su 3 ma salgono Lega e Fdi

Da un sondaggio Ipsos, il premier Conte raccoglie il 65% dei consensi. Male invece Pd e M5s che segnano un calo. Nel centro-destra vola Fdi

Sondaggi, Conte convince 2 italiani su 3 ma salgono Lega e Fdi

Sembra che la luna di miele tra il premier Giuseppe Conte e gli italiani stia continuando nonostante tutte le polemiche piovute addosso al presidente del Consiglio ritenuto responsabile di aver gestito in modo non adeguato la "fase 2", quella cioè della ripartenza del Paese dopo circa due mesi di lockdown per contenere l’epidemia di coronavirus.

Secondo il sondaggio condotto della Ipsos di Nando Pagnoncelli, la popolarità di Conte registra una nuova impennata: il premier, infatti, arriva a raccoglie il 65% dei consensi. Una cifra davvero significativa e per certi versi difficile da spiegare soprattutto se si considerano le critiche per i continui Dpcm che hanno spiazzato gli italiani, la crisi economica che diventa ogni giorno più pressante, gli aiuti economici a cittadini e imprese non ancora arrivati a tutti e le polemiche con i lavoratori rimasti esclusi dalle riaperture. L'indice di gradimento del governo da lui guidato è al 60%, in calo di un punto rispetto alla settimana scorsa.

Discorso diverso per quanto riguarda i maggiori partiti che sostengo l’esecutivo giallorosso che perdono terreno rispetto all’ultima rilevazione: il Pd segna un -0,3% e scende al 20,6% mentre il M5s registra un -0,4% e calano al18,6%. Iv di Renzi è al 3,1%. Per quanto riguarda i partiti di centro-destra, risale la Lega che con un + 0,3 raggiunge il 24,7%. Ottimo il risultato di Fratelli d’Italia che arriva al 15,3% (+0,5). Forza Italia, invece, è al 7,6%

Tra i leader politici più apprezzati, alle spalle di Conte, si posizionano Giorgia Meloni (36%) e Matteo Salvini (31%). I rappresentanti giallorossi non impressionano gli italiani nemmeno con i loro leader: Luigi Di Maio è dato al 27%, mentre Nicola Zingaretti al 25%. Rimonta Silvio Berlusconi che è risalito al 23%. Male Vito Crimi (21%) e Matteo Renzi (12%).

Altri dati interessanti sulla situazione in Italia li fornisce lo stesso Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera. Dai risultati di un sondaggio Ipsos emerge che il 58% degli italiani vuole la riapertura delle attività e la fine del lockdown. Da un paio di settimane nel Paese prevalgono coloro che propendono per l’apertura di tutte le attività lavorative su quanti preferirebbero prolungare il più possibile la chiusura per evitare il rischio di un nuovo aumento dei contagi. I primi oggi rappresentano il 58% degli italiani, i secondi solo il 24%. La voglia di apertura è decisamente più elevata nelle regioni del Nord-Est, dove si registra un 70% di cittadini a favore, tra i lavoratori autonomi particolarmente toccati dalle misure restrittive (artigiani e commercianti, 65%), e tra gli elettori dell’opposizione (75%).

Aumenta "l'inquietudine per gli aspetti economici e sociali sia a livello generale sia personale". Solo il 14% degli italiani ritiene che l'economia si riprenderà già dal prossimo anno mentre il 28% prevede la ripresa tra un paio d'anni, il 26% entro 5 anni e l'11% tra 10 anni. Escludendo il 21% che non esprime previsioni in merito, in media si prevedono circa 4 anni di situazione difficile. Questo dato, ha spiegato Pagnoncelli, "per una volta non appare influenzato dalla condizione professionale o dalle preferenze politiche". Anche le prospettive economiche personali nei prossimi sei mesi non sono rosee: oltre la metà (53%) si aspetta un peggioramento, il 29% non crede a cambiamenti significativi e il 13% si mostra ottimista, prevedendo un miglioramento. Il pessimismo prevale tra tutti i segmenti sociali e più negativi risultano lavoratori autonomi (62%) e casalinghe (60%).

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