Sorpresa referendum: il blitz della Lega blocca il taglio dei parlamentari

Il soccorso del Carroccio porta a 71 le firme e rinvia tutto. Salvini: «Ma così votiamo prima»

S ei leghisti veri, cinque di complemento, cioè azzurri vicini a Matteo Salvini, più uno di Leu, che non guasta mai. E così, con l'aiutino decisivo del Carroccio, il quorum per chiedere un referendum sul taglio dei parlamentari e stato raggiunto. Servivano 64 firme, i promotori le avevano raccolte, poi all'ultimo momento quattro senatori di Forza Italia, tendenza Mara Carfagna, e alcuni del Pd le avevano ritirate. Conta e riconta ne mancavano due: panico. Anche perché la raccolta popolare promossa dal radicali è stata un ridicolo disastro: occorrevano mezzo milione di adesioni, ne hanno messe insieme solo 669. Ma niente paura, ci ha pensato il Capitano che, già in pressing da qualche tempo, ha convinto una pattuglia di forzisti e, per blindare i numeri, ha messo in campo i fedelissimi. Ora le firme sono 71, però Salvini ha dovuto lasciare le sue impronte su un'iniziativa legittima, forse pure ragionevole, però alquanto impopolare. La spiegazione? Semplice: «Abbiamo dato un contributo - dice l'ex ministro dell'Interno - per avvicinare la data delle elezioni e mandare a casa questo governo di incapaci».

La questione è scivolosa. Infatti, come convincere i cittadini che mille parlamentari sono meglio di seicento? Come dimostrare che la sforbiciata, tanto voluta dai Cinque stelle, è più un'operazione di immagine che di vero risparmio? Tra l'altro la Lega quella riforma l'ha votata. I 5s l'hanno subito messo in mora: «Sovranisti da poltrona», attacca il viceministro allo Sviluppo Stefano Buffagni.

Francesco D'Uva si chiede «che cosa voterà Salvini, forse?». E Federico D'Incà, ministro per i rapporti con il Parlamento: «È curioso notare che a volere il referendum siano partiti che hanno approvato la legge. In situazioni normali sarebbe una contraddizione, per certa politica è consuetudine».

Allora, perché? La questione non si inquadra bene se non dentro il contesto generale, se non la si collega alla riforma elettorale di tipo proporzionale, alla tedesca e con uno sbarramento al cinque per cento e il diritto di tribuna, presentata proprio ieri dalla maggioranza, e se non la si mette in rapporto alla decisione che tra qualche giorno la Consulta dovrà prendere sull'ammissibilità di un altro referendum, stavolta in senso maggioritario, richiesto da Roberto Calderoli. E soprattutto, non si capisce la mossa di Salvini se non la si inserisce nella cronica instabilità dell'esecutivo Conte. Senza la consultazione popolare, questo il ragionamento del segretario del Carroccio, la legislatura durerebbe fino alla scadenza naturale, visto che al prossimo giro non ci sarà posto per tutti e gli attuali parlamentari farebbero carte false per allungare il brodo. In più, in caso di caduta del governo prima dello svolgimento del referendum, si aprirebbe una finestra per andare ancora alle urne con le vecchie regole e Salvini avrebbe diversi seggi da offrire nelle liste.

Il progetto della Lega ha però delle gravi controindicazioni. Se davvero si aprisse una crisi, magari dopo una possibile vittoria del centrodestra in Emilia-Romagna, non è detto che il Quirinale piloterebbe il Paese a nuove elezioni. Come si fa a chiedere agli italiani di votare per un Parlamento di mille persone, quando dopo pochi mesi sarà in vigore la legge che ne taglia in terzo? E potrebbe resistere cinque anni così delegittimato? Si fa strada quindi l'ipotesi che, dopo Conte, Mattarella metta in piedi un governo che arrivi almeno alla consultazione. E siccome vincerà il si, ecco che pure i posti promessi dal leader leghista sfumeranno.

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Commenti

lorenzovan

Sab, 11/01/2020 - 17:26

ma come ci siamo attaccati a ste benedette poltrone..vero legaioli ???

cir

Sab, 11/01/2020 - 18:00

lorenzovan : e' una delle poche cose giuste . I parlamentari rappresentano il popolo , che piaccia o no.

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 11/01/2020 - 18:49

Il "Taglio dei Parlamentari", a mio modesto avviso, è una delle poche iniziative politiche del M5S apprezzabili, non per motivi politici, ma di logica. Una "doppia Camera", per Deputati e Senatori, é quasi un "unicum" mondiale, una vera cavolata, giustificabile solo se si fa riferimento al periodo storico in cui ha trovato accoglimento. Meno "parlamentari" ed una sola Camera, garantirebbero maggiore efficienza del legislatore, capacità di produrre e votare una nuova legge in tempi ridotti, evitando la compra vendita delle modifiche legislative.

stefi84

Sab, 11/01/2020 - 20:02

@ lorenzovan Al contrario, la mossa della lega è politica, cioè togliere un impedimento alle elezioni anticipate, che altrimenti si sarebbero dovute fare con nuove regole e quindi allungando i tempi. Ora col la mossa del referendum, Mattarella può indurre le elezioni in qualunque momento con le vecchie regole.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Sab, 11/01/2020 - 20:31

Certo, tagliamo lo 0,001% del budget statale. Nel frattempo, aumentiamo le tasse e il gettito fiscale, potenziamo la colonizzazione africana e tagliamo i servizi...

lorenzovan

Dom, 12/01/2020 - 00:54

stefi 84...sara' come dici tu---a me sa tanto di giocare su due piani...con un occhio alla poltrona...poi se tu sei come i grullini che credono alla santita' dei loro rappresentanti...beato te...lololololol

mcm3

Dom, 12/01/2020 - 07:02

Si e' rimangiato tutto, ha dovuto obbedire a Berlusconi, e' incollato alla poltrona, non riesce a mantenere un accordo, una persona che oggi dice una cosa e domani un'altra non e' affidabile, non ha futuro in politica