Lo spettro della grande fuga dal siero di Oxford. Sileri: "Un italiano su cinque lo sta rifiutando"

Il rischio che le disdette possano condizionare la campagna. Fauci: "È efficace"

Lo spettro della grande fuga dal siero di Oxford. Sileri: "Un italiano su cinque lo sta rifiutando"

Il percorso accidentato di Astrazeneca prosegue e rischia di frenare una campagna vaccinale che ancora non riesce a decollare. È il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, confermare che ai cambi di direzione nella somministrazione del vaccino di Oxford conseguiranno inevitabili rinunce. «La media nazionale si attesterà intorno al 15/20 per cento», ragiona Sileri anche se le disdette per Astrazeneca hanno un andamento molto diverso sul territorio. «La percentuale è variabile da regione a regione. In alcune regioni è molto alta, come in Sicilia, dove è tra il 50 e l'80 per cento, ma in alcune aree, non ovunque. Forse la media nazionale sarà attorno al 15-20 per cento ma è comprensibile dopo l'ultima settimana e dopo ciò che ha vissuto AstraZeneca», conclude Sileri.

Il sottosegretario si riferisce sia allo stop imposto dall'Ema e da Aifa dopo i casi di trombosi sia all'indicazione della popolazione destinataria: prima i giovani under 55 poi gli over 60. Ovvio che i cittadini siano disorientati. Anche il presidente Aifa, Giorgio Palù, evidenzia come Astrazeneca non si sia «presentata con i migliori dati all'inizio, a causa degli studi che non avevano incluso la popolazione anziana, per questo si era raccomandato ai giovani» e che poi con l'acquisizione di nuovi dati sono state riviste le posizioni con un «approccio cautelativo». Dagli Usa dove il vaccino di Oxford non ha ancora avuto il via libera della Food and Drug Administration (Fda), Anthony Fauci, direttore dell'Istituto nazionale malattie infettive, è «in attesa dell'esame dei dati» per una valutazione sugli effetti avversi anche se riconosce che «dal punto di vista dell'efficacia si tratta di un vaccino piuttosto valido».

Le regioni ne frattempo si adeguano alle direttive contenute nell'ordinanza del commissario all'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo. Ma non tutte procedono nello stesso modo, come accade dall'inizio della campagna. Nel Lazio ad esempio dove era stato scelto in precedenza di privilegiare il criterio anagrafico procedendo per fasce d'età si è deciso di non disdire le prenotazioni già in essere per la prima dose per non creare caos. Fermo restando che dall'emissione della nuova ordinanza si congelano le prenotazioni per categorie per i giovani. In altre regioni alcune asl hanno deciso per l'effetto retroattivo, disdicendo prenotazioni già in essere.

Ma intanto l'obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno per il momento è ancora molto lontano. Per tre giorni, 7/8/9 aprile sono state superate le 300mila vaccinazioni in un giorno ma il 10 si sono fermate a 294mila, forse un primo segnale di un nuovo rallentamento causato dal caos Astrazeneca. Il dato di ieri fermo a 144mila vaccinazioni è da aggiornare. Per il momento sono soltanto poco più di 9 milioni gli italiani che hanno ricevuto almeno la prima dose, ovvero il 15 per cento della popolazione totale e soltanto il 6,5 è stato vaccinato con due dosi.

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