Staino, ateo e vignettista ad Avvenire: "Il Papa sui migranti mi apre il cuore"

Sergio Staino si difende dalle lamentele dei colleghi dell'Uaar, l'Unione atei e agnostici razionalisti: "Ero ateo e rimango ateo. Ma le parole di papa Francesco mi aprono il cuore"

Staino, ateo e vignettista ad Avvenire: "Il Papa sui migranti mi apre il cuore"

L'Uaar, l'unione atei e agnostici razionalisti, ora critica Sergio Staino, presidente degli atei italiani e ora vignettista di punta di Avvenire, quotidiano della Cei. Il diavolo e l'acqua santa. L'inventore di Bobo nei giorni scorsi ha annunciato la sua decisione di iniziare una collaborazione con il quotidiano cattolico, mandando nel panico i suoi consociati dell'ateismo. "Ateo ero e ateo rimango", dice lui a Repubblica. Ma c'è chi dubita.

"Mi ha telefonato un mio amico dall'Uaar - racconta l'ex direttore dell'Unità - per dirmi che stanno ricevendo messaggi sbalorditi e incazzati da parte dei soci. Ma fanno male a prendersela così, il dialogo fa parte della laicità dello Stato ed è fondamentale proprio quando le forze che si parlano sono oneste". Piccato, Staino ha redarguito un po' l'Unaar per essersi in qualche modo trasformata in una sorta di partito. "È un rimprovero che faccio alla Cgil, all'Anpi e anche all'Uaar che unisce persone non credenti sui temi della laicità dello Stato. La loro missione è questa, mica quella di non parlare coi cattolici".

A far avvicinare Staino ai cattolici, a quanto pare, sono state le posizioni assunte in questi ultimi tempi da Papa Francesco: "Quando ho sentito il suo ultimo discorso sui migranti - racconta il vignettista - mi si è allargato il cuore. Sono parole che mi piacerebbe sentire da tutta la sinistra. Poi, certo, stiamo parlando di una monarchia assoluta teocratica, non è il massimo della democrazia". E il suo antico anticlericalismo finisce in soffitta: "L'anticlericalismo è una difesa quando il clero faceva parte dei ceti sfruttatori, quando si mette al servizio del potere, quando ha un atteggiamento antiscientifico". Non oggi, insomma. Che appoggia i migranti e parla alla sinistra del mondo.

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