Stop Ue alle auto. L'ira del centrodestra: "Il Pd esulta per un colpo ai lavoratori"

La rabbia del vicepresidente del Ppe: "Non è stato approvato un emendamento che permetteva alle industrie del settore dell’auto di poter affrontare la transizione ecologica con la possibilità di difendere l’occupazione"

Stop Ue alle auto. L'ira del centrodestra: "Il Pd esulta per un colpo ai lavoratori"

L'assemblea plenaria di Strasburgo ha dato il via libera alla proposta della Commissione europea di fermare le vendite di auto nuove a benzina e diesel a partire dal 2035. Il voto è passato con 339 voti a favore, 249 contrari e 24 astenuti. È stato bocciato, invece, un emendamento del Ppe che prevedeva una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%.

Antonio Tajani, vicepresidente del Ppe, ha espresso il disappunto del proprio gruppo: "Non è stato approvato un emendamento che permetteva alle industrie del settore dell’auto di poter affrontare la transizione ecologica con la possibilità di difendere l’occupazione. Noi avevamo proposto di modificare l’obiettivo del 100% di taglio di emissioni entro il 2035, inizio 2036, con un passaggio al 90% delle emissioni da tagliare. Questo per permettere all’industria di avere una fase di transizione che aiutasse la difesa dell’occupazione".

Sarebbe stato uno stop più graduale quello previsto dall'emendamento del Ppe, che non avrebbe significato fare finta di nulla rispetto all'inquinamento, ma solo permesso una fase di transizione. Ma la proposta è stata bocciata.

"Ci continueremo a battere, noi di Forzia Italia, affinché si difenda l’industria dell’automotive e si impedisca una difficile situazione che rischia di mettere in cassa integrazione e fa perdere il lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori in Europa. Mi pare veramente singolare - ha aggiunto Tajani - che la sinistra, il Partito democratico, esultino per aver dato un colpo di questo tipo ai lavoratori del settore automobilistico. Io credevo che la sinistra fosse il partito che sosteneva i lavoratori, oggi abbiamo scoperto che la sinistra è il partito contro i lavoratori perché mette in difficoltà un settore fondamentale dell’industria italiana ed europea".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Matteo Salvini, leader della Lega: "Una follia assoluta. Un regalo alla Cina, un disastro per milioni di lavoratori italiani ed europei", scrive su twitter Salvini.

E Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, tuona così: "Il Pd vota contro una delle delibere fondamentali del Fit for 55 dopo che Letta per giorni ha chiesto a noi di prendere posizione. Si sono resi conto di quanto queste misure siano irraggiungibili e sono rinsaviti. Invece di perdere tempo avrebbero dovuto leggere prima i documenti".

Bocciato infine un emendamento bipartisan - firmato dagli eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti - che sarebbe servito a prolungare la deroga alle regole Ue sugli standard di emissione della CO2 di cui già oggi beneficiano i produttori di nicchia. L'Europarlamento ha confermato che la deroga per i piccoli produttori di auto (da 1000 a 10mila l’anno) e furgoni (da 1000 a 22mila) cesserà nel 2030. L’emendamento era stato presentato con l'intento di salvaguardare la produzione di supercar nella motor valley dell’Emilia-Romagna.

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