Nuove indagini sulla cosiddetta pista nera imposte dalla Cassazione? No, le cose non stanno come ha fatto credere l'opposizione che ieri ha gioito per la pronuncia della Suprema Corte. E, così come sottolineato oggi da Il Giornale, che aveva evidenziato ogni inesattezza pronunciata soprattutto dal mondo pentastellato, a parlare è il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca che definisce "totalmente destituita di fondamento l'affermazione che così sono state imposte nuove indagini sulla cosiddetta pista nera alla Procura di Caltanissetta, che non voleva svolgere ulteriori accertamenti sul filone di indagini suindicato".
E sottolinea come lui abbia escluso, davanti alla Commissione Antimafia, solo la rilevanza del filone di indagine riguardante il concorso nella strage di Capaci di Stefano Delle Chiaie, fondato sulle dichiarazioni di Romeo Maria e su quelle, giuridicamente inutilizzabili, del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero durante il colloquio investigativo, trasmettendo al Gip e mettendo a disposizione dei suoi componenti la copia integrale degli atti di indagine (ostensibili) svolti nei procedimenti penali attinenti. E De Luca spiega come abbia "già più volte riferito dinanzi alla Commissione Antimafia che sono in corso indagini su altri filoni, tra i quali proprio la pista nera, e tale affermazione è presente, ovviamente in forma scritta, nella richiesta di archiviazione nel procedimento per la stragi del 1992 a carico di ignoti, riguardante il filone mafia e appalti, a firma di tutti i magistrati del gruppo di lavoro di questo Ufficio. Si tratta per altro di dichiarazioni e di richiesta di archiviazione ormai a disposizione di tutti, antecedenti alla sentenza della Corte di Cassazione".
Poi torna su mafia-appalti, la pista ignorata da chiunque lo abbia preceduto e che potrebbe, invece, essere il vero motore della strage di Via d'Amelio: "L'unica differenza tra i due filoni, rispettivamente mafia appalti e pista nera è che in relazione al primo (mafia e appalti) già ritenuto fondato da più sentenze irrevocabili (Capaci bis, Borsellino ter e quater), quest'Ufficio, per la prima volta in più di trent'anni, ha svolto approfondite indagini (e tale affermazione, allo stato, non ci risulta smentita da alcuno), individuando concreti e gravi elementi (secondo le nostre valutazioni) a sostegno di tale concausa delle stragi, che qui si ribadisce, non può essere sminuita a robetta di poco conto". E conclude dicendo che, nell'attendere le motivazioni della Cassazione (che notoriamente non entra nel merito) "chi afferma che questo Ufficio non vuole fare accertamenti sulla pista nera o non si è adeguatamente informato sulla vicenda o mente sapendo di mentire".
Perché una certa parte politica, che si è ben guardata persino dal condannare gli insulti dell'ex pm Gioacchino Natoli rivolti a Paolo Borsellino e alla sua famiglia, non accetta che c'è chi voglia andare fino in fondo? "Cosa intende De Luca con scomodi avvenimenti sui quali ciascuno trarrà le sue conclusioni?". Certo è che lui non ha intenzione di arretrare: "Continueremo a fare il nostro dovere qualunque sia il prezzo da pagare".