"Subito la flat tax". Ora l'incidente in commissione è dietro l'angolo

Lega pronta al braccio di ferro sul fronte del fisco: "Non voteremo nulla se non si vota la flat tax". Ma in commissione Finanze si rischia la resa dei conti: lo scontro è a un passo

"Subito la flat tax". Ora l'incidente in commissione è dietro l'angolo

Le acque nella maggioranza non trovano pace. Le turbolenze continuano a favorire pericolose onde in grado di rompere un equilibrio che nelle ultime settimane si è rivelato essere precario. E così la boa dell'unità nazionale rischia di affondare anch'essa, anche se una crisi di governo è vista da molti come uno scenario remoto soprattutto per i venti di guerra tra Ucraina e Russia. Ma in tutto ciò regna sovrana una certezza: la battaglia sulla riforma del catasto ha prodotto strascichi non indifferenti, destinati a segnare le prossime mosse e ad animare ulteriormente la situazione.

L'incidente in commissione

Non arrivano buoni segnali per chi si aspettava una stabilità e una pace politica almeno in questo periodo, ma va detto che le storiche battaglie e i principi cardine non possono essere sacrificati sempre in nome delle continue emergenze. E così la Lega alza il tiro, disposta al braccio di ferro su un tema che rischia di provocare scossoni: il Carroccio è pronto a chiedere che la maggioranza si pronunci subito sulla flat tax. "Non possiamo assecondare solo la volontà del Pd e di chi vuole aumentare le tasse sulla casa", viene ripetuto con insistenza.

Una fonte leghista, riporta l'Agi, si è espressa senza mezzi termini e ha annunciato che non verranno concessi sconti: "Non voteremo nulla se non si vota la flat tax". Un avvertimento che esprime un messaggio chiarissimo: anche le istanze della Lega devono essere accolte. Non a caso dal partito di via Bellerio avevano messo le mani avanti subito dopo la bocciatura dell'emendamento per lo stralcio dell'articolo della delega fiscale sul catasto: "Sulla delega fiscale, d'ora in poi, ci teniamo le mani libere".

Lo stallo

Il timore esplicitato da molti è che si arrivi a uno stallo in commissione Finanze. L'orientamento della Lega sarebbe quello di portare in Aula alla Camera la battaglia sulla riforma del catasto, ma non solo: qualora fosse ritenuto necessario, si potrebbe riproporre l'emendamento soppressivo al Senato. I numeri in commissione Finanze sono in bilico, così come alla Camera. Non a caso l'emendamento del centrodestra non è passato per un solo voto.

Da tempo è stato presentato un emendamento soppressivo da parte di Alternativa (ex M5S), che produce un effetto simile a quello soppressivo dell'articolo 6. Questa sera, verso le ore 20, potrebbe andare ai voti una nuova proposta di modifica per cancellare il secondo comma dell'articolo 6 sulla revisione degli estimi.

Come scritto da Pier Francesco Borgia su ilGiornale in edicola oggi, Forza Italia lavora per una mediazione. Tuttavia i deputati azzurri sono pronti a votare a favore dell'emendamento soppressivo dell'articolo 6 sul catasto: i forzisti manterrebbero così la stessa posizione della scorsa settimana, quando il centrodestra unito aveva votato a favore dell'abolizione delle nuove norme sul catasto.

La resa dei conti

A creare forti preoccupazioni è quanto potrebbe accadere a stretto giro: quella che si è aperta è una settimana molto calda per il Parlamento, soprattutto sul fronte del fisco. Lo scontro potrebbe coinvolgere Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze. Fonti parlamentari fanno sapere che la Lega sarebbe pronta a non partecipare più ai tavoli di maggioranza, chiedendo inoltre di cambiare il relatore della delega fiscale. Il Carroccio pare determinato a porre la questione e non esclude di rivolgersi anche al presidente della Camera Roberto Fico.

"Non è superpartes", è l'attacco che viene rivolto al renziano Marattin. Nei suoi confronti l'accusa principale, proveniente dalla galassia leghista, è di voler gestire le riunioni di maggioranza e di essere palesemente di parte. Proprio Marattin nei giorni scorsi si era espresso sul "caso catasto", provando a indicare due motivazioni dietro l'atteggiamento di Forza Italia e Lega: "O si è a priori convinti che il catasto di oggi sia il migliore possibile, oppure si applica l'algoritmo del perfetto populista". Una stoccata che di certo non placa le turbolenze.

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