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Dopo il patto, la squadra: quasi pronta la lista dei ministri

Si compongono le caselle dei dicasteri del prossimo esecutivo. Salvini alle Infrastrutture, Tajani agli Esteri. E per entrambi l'ipotesi vicepremier

Dopo il patto, la squadra: quasi pronta la lista dei ministri

C'è anche il totoministri sullo sfondo dell'incontro tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, che nel pomeriggio di oggi hanno siglato l'unità di intenti per la formazione del nuovo governo guidato dal centrodestra. La parola d'ordine è quella di agire rapidamente, senza perdere tempo. Sul tavolo figurano diverse ipotesi per la composizione dei vari ministeri. Opzioni che al momento sono meramente teoriche, in attesa delle consultazioni con il presidente della Repubblica e del successivo incarico.

I due vicepremier

Nelle ultime ore è tornata a circolare con un certo peso la possibilità di prevedere il ruolo di vicepremier. I favoriti sembrano essere Antonio Tajani per Forza Italia e Matteo Salvini in quota Lega. Per entrambi si tratterebbe di un doppio ruolo, visto che sia all'azzurro sia al leghista dovrebbero essere assegnati dicasteri ben precisi. L'obiettivo dello schema del doppio vicepresidente del Consiglio è quello di garantire un equo bilancio politico subito dopo Giorgia Meloni (che si appresta a essere premier).

Le mosse di FdI

Sono molti i posti che spetteranno agli esponenti di Fratelli d'Italia. Per la Difesa è accreditato Adolfo Urso; per quanto riguarda le Politiche Ue circola con insistenza la carta Raffaele Fitto. Guido Crosetto potrebbe diventare ministro dello Sviluppo economico. La Pubblica istruzione potrebbe finire in mano a Fabio Rampelli; il Turismo a Daniela Santanché; i Beni culturali a Giampaolo Rossi. Per il Sud ci sono tre opzioni: Edmondo Cirielli, Nello Musumeci o Wanda Ferro. Chiara Colosimo potrebbe sbarcare alle Politiche giovani e pari opportunità.

Si annuncia limitato il numero dei tecnici: profili non politici potrebbero essere riservati per la Salute (si parla di Guido Bertolaso) e per il Lavoro nel nome di Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro.

I ministeri di Forza Italia

Sono cinque i ministeri che potrebbero spettare a Forza Italia, anche se i termini dell'accordo non sono ancora ufficiali. Tajani resta in pole per gli Esteri; Maria Elisabetta Alberti Casellati è in corsa per la Giustizia; Gilberto Pichetto Fratin potrebbe finire alla Transizione ecologica. Al partito forzista potrebbero essere assegnati altri ministeri come la Pubblica amministrazione e l'Università: per questi slot si fanno i nomi di Gloria Saccani Jotti e Anna Maria Bernini.

Le richieste della Lega

Da tempo la Lega ha individuato una serie di dicasteri ritenuti chiave per i propri cavalli di battaglia. Anche al Carroccio dovrebbero spettare cinque ministeri. Salvini potrebbe esordire alle Infrastrutture. Invece Roberto Calderoli, dopo aver fatto il passo indietro per la presidenza del Senato, sembra essere destinato alle Riforme. Ormai noto il nome di Giancarlo Giorgetti all'Economia, così come quello del prefetto Matteo Piantedosi per l'Interno. Agli Affari regionali (per portare a casa l'Autonomia) si spinge per Nicola Molteni o Erika Stefani.

All'Agricoltura potrebbe tornare Gian Marco Centinaio. Bisognerà però sbrogliare alcuni nodi, visto che il Carroccio punta anche al ministero della Famiglia e della Natalità (circola l'ipotesi Simona Baldassarre) e al dicastero delle Disabilità (si fa il nome di Erika Stefani). Ovviamente la Lega non potrà occupare tutte queste caselle e dunque verranno fatte tutte le valutazioni del caso.

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