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Tajani punge la sinistra. "Stop a questo sistema voluto solo da Mussolini"

Il vicepremier ricorda la persecuzione al Cav: "Durata decenni senza esiti"

Tajani punge la sinistra. "Stop a questo sistema voluto solo da Mussolini"
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Terzietà dei giudici, separazione delle carriere, lotta al correntismo nella magistratura. Il vicepremier Antonio Tajani scende in campo a pochi giorni dal voto referendario per sostenere le ragioni del Sì. E lo fa con un video pubblicato sui suoi profili social e su quelli di Forza Italia. Un video nel quale, ci tiene a sottolinearlo nel preambolo, si parla di contenuti senza usare vuoti slogan ideologici e faziosi sfruttati da chi vuole fare di questa consultazione popolare un voto politico.

Il leader di Forza Italia ricorda che questa riforma è figlia delle idee di Berlusconi. "È importante che il giudice sia davvero terzo, lontano sia dall'accusa che dalla difesa. Ecco perché occorre, come diceva sempre il presidente Berlusconi, che il pubblico ministero quando deve conferire con il giudice debba chiedere un appuntamento e bussare alla porta per entrare, proprio come fa l'avvocato difensore" Tajani ricorda poi la persecuzione giudiziaria subita dal Cavaliere dopo la sua discesa in campo ("probabilmente la più grave di tutte, durata decenni senza esiti"). "I nostri valori - aggiunge il leader azzurro - ci impongono di batterci perché ogni persona sia considerata sacra anche quando si trova davanti a un giudice. Se è colpevole deve essere condannata con tutta la severità della legge, ma se è innocente deve essere protetta da qualunque abuso, da qualunque pregiudizio".

"In tutte le altre democrazie d'Europa - spiega Tajani - le cose hanno sempre funzionato con la separazione delle carriere. L'Italia finora è stata un'eccezione fra le democrazie. Un sistema come il nostro esiste solo in Russia, in Cina, in altre dittature. Del resto, in Italia questo sistema venne introdotto da Mussolini e dal fascismo". Il vicepremier sfrutta una metafora calcistica per sottolineare la necessità della terzietà del giudice: "Se una squadra schiera anche l'arbitro gli avversari non si sentirebbero tutelati". E cita alcuni celebri errori giudiziari, come quello che ha tenuto un innocente in galera per 33 anni (Beniamino Zuncheddu) e il celebre caso Tortora, sottolineando che oggi la sua vedova - Francesca Scolpelliti - è schierata per il Sì alla riforma. "Sapete quanti sono stati negli ultimi due anni i procedimenti giudiziari conclusi con l'archiviazione oppure con l'assoluzione? - aggiunge - Un milione. Significa che un milione di persone innocenti hanno dovuto affrontare un'accusa e un processo. E quando una persona viene inquisita, anche se è innocente, è tutta la sua vita ad essere sconvolta. Viene guardata con sospetto da amici, conoscenti, colleghi di lavoro".

Il vicepremier poi torna sulla questione prettamente politica. E come già aveva assicurato la Meloni, conferma che il risultato del voto non influirà sulla vita del governo. La polemica sulla questione "politica" del voto esce anche dal contenuto del video. E in serata è tornato a pungere il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri che lo aveva accusato di strumentalizzare il voto.

"Noi preferiamo continuare a parlare dei contenuti della riforma - ribatte il segretario di Forza Italia -, per una magistratura libera e indipendente dalla politica, per la meritocrazia e l'efficienza del sistema giudiziario".

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