"Talento e libertà. È stata l'ultima vera soubrette"

"Il mio rimpianto è non aver fatto un varietà con lei. Lavorava con Corrado..."

"Talento e libertà. È stata l'ultima vera soubrette"

«Il mio rimpianto? Non aver mai ballato con lei il Tuca tuca». L'annuncio della morte di Raffaella Carrà ha colpito Pippo Baudo come «una bomba». Loro due non hanno mai fatto uno show insieme, ma si conoscono da sempre e si sono incontrati tante volte. Del resto sono due pilastri, due monumenti che hanno sorretto per decenni le sorti della tv italiana.

Baudo, un addio che lascia di stucco...

«Per me è stata come un fulmine. Sono addolorato e scosso. Era una persona molto riservata, quanto era esplosiva nello spettacolo tanto era schiva nella vita privata, anche dei suoi amori si è sempre saputo pochissimo».

È un rimpianto non essere riuscito a fare una trasmissione insieme?

«Un grandissimo rimpianto, non siamo mai riusciti, lei lavorava con Corrado. Ed è l'unico rimprovero che le facevo sempre. Mi sarebbe piaciuto fare con lei un varietà, come quelli di una volta».

Chi era Raffaella Carrà?

«Un'artista straordinaria, oltre che una grande donna. L'univa vera erede di Delia Scala, poteva esserne la figlia adottiva, avevano la stessa brillantezza, forza di volontà, voglia di ridere. Penso che sia stata l'ultima vera grande soubrette».

È stata anche un elemento di rottura della società perbenista.

«Assolutamente. Soprattutto ha dimostrato che una donna italiana di provincia, con la forza di volontà, il talento e la coscia nervosa può fare di più delle bellezze standardizzate, delle gambe lunghe alla Bluebell. Ha fatto vedere alle italiane che era possibile essere più libere».

Era anche una delle poche artiste italiane famose in tutto il mondo.

«Una delle poche che ha avuto successo nei paesi ispanici. Ricordo una volta, ero a Siviglia, in Plaza de Toros, ho pagato il biglietto per andare a vederla: c'era lei da sola con la sua band e intorno trentamila persone, una dimostrazione di affetto, di amore come per nessun'altra italiana».

Qual era il suo segreto?

«Talento e semplicità. Era la bella burdela romagnola, la guappa, aveva una voce forte che faceva impazzire tutti. Il suo modo di essere faceva pensare ad ogni ragazza di poter diventare Raffaella Carrà, invece non era vero. Ci voleva solo il suo talento per essere Raffaella Carrà».

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