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Teheran attacca Trump. Lui: "Nuova leadership"

Khamenei: "Un complotto Usa, i morti colpa loro". E il boia non si ferma. Il tycoon minaccia ancora

Teheran attacca Trump. Lui: "Nuova leadership"
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L'ayatollah Ali Khamenei alza di nuovo i toni e definisce Donald Trump un "criminale", ma gli Stati Uniti mettono in guardia l'Iran contro un'ulteriore escalation. Il tycoon sembrava aver rinviato l'attacco militare contro la Repubblica islamica dicendo che le autorità avevano accettato di fermare le esecuzioni dei manifestanti (circa 800 a suo dire), ma ora la Guida suprema di Teheran accusa il presidente Usa di essere "responsabile delle vittime, dei danni e della diffamazione che ha inflitto alla sua nazione".

Khamenei, riapparso in pubblico in occasione dell'Eid al-Mab'ath, definisce le proteste degli ultimi giorni il frutto di "un complotto americano", e precisa che "l'obiettivo degli Stati Uniti è quello di fagocitare l'Iran". Per la prima volta ammette pubblicamente che migliaia di persone sono state uccise, "alcune in modo disumano e selvaggio", e avverte che le autorità "devono spezzare la schiena ai sediziosi". "Non abbiamo intenzione di portare il Paese alla guerra, ma non risparmieremo i criminali nazionali, e nemmeno i criminali internazionali", assicura. Mentre per l'ayatollah Ahmad Khatami, membro del Consiglio dei Guardiani ed esponente di spicco dell'Assemblea degli Esperti (che nomina la Guida Suprema) i manifestanti "dovrebbero essere messi a morte", sono "maggiordomi e soldati" di Israele e degli Stati Uniti, e nessuno dei due Paesi dovrebbe "aspettarsi la pace".

Un discorso in netto contrasto con le dichiarazioni di Trump, che conferma pure il procuratore di Teheran, Ali Salehi, il quale respinge le affermazioni del comandante in capo Usa sulla revoca delle condanne a morte per centinaia di prigionieri in Iran, definendole "sciocchezze inutili e infondate". E sottolineando che la risposta della magistratura ai manifestanti sarà "decisa, deterrente e rapida". Senza fornire dettagli specifici, il procuratore riferisce che sono state emesse incriminazioni in molti casi legati alle proteste e che i fascicoli sono stati inviati in tribunale per il processo. Trump, da parte sua, invoca la fine del regime dell'ayatollah Khamenei: "È il momento di cercare una nuova leadership per l'Iran", afferma con Politico, definendo la Guida Suprema "colpevole della completa distruzione del Paese e dell'uso di violenza a livelli mai visti prima", oltre che un "uomo malato che dovrebbe governare in modo appropriato e smetterla di uccidere persone".

Il dipartimento di Stato Usa, intanto, nel suo account X in lingua farsi, scrive: "Abbiamo ricevuto notizie secondo cui la Repubblica Islamica starebbe preparando opzioni per colpire le basi americane. Come ha ripetutamente sottolineato il presidente, tutte le opzioni restano sul tavolo e, se il regime attaccasse le nostre, "si troverebbe ad affrontare una forza molto, molto potente". Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: non scherzate con Trump". Il Pentagono si sta mobilitando con l'invio di forze e risorse aggiuntive in Medio Oriente, a partire dalla convergenza nell'area della Uss Abraham Lincoln, proveniente dal mare cinese, la cui navigazione dovrebbe durare almeno due settimane.

Non è ancora chiaro quale sarà il posizionamento finale dei bombardieri strategici B-2 con capacità "stealth" (fantasma), e i KC-135s, gli aerei cisterna per il rifornimento in volo, che attualmente stanno osservando delle rotte tra la base Diego Garcia nell'Indiano e basi negli Stati Uniti. Mentre la Uss Bush, un'altra portaerei della flotta navale americana, ha da poco lasciato la base di Norfolk, in Virginia, per solcare le acque dell'Atlantico.

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