Il testimone della sapienza umana

Se in principio era il Verbo, il Verbo che si fa carne così nel Vangelo di Giovanni come nella filosofia di Hegel, alla fine c'è la carne che inevitabilmente si fa silenzio

Il testimone della sapienza umana

Se in principio era il Verbo, il Verbo che si fa carne così nel Vangelo di Giovanni come nella filosofia di Hegel, alla fine c'è la carne che inevitabilmente si fa silenzio. Il più declamatorio dei silenzi se ad avere la forza per ringraziare il Signore che glielo assegna è un gigante come Papa Benedetto XVI. E al diavolo quell'«emerito» che nulla significa di fronte al magistero di questo pontefice teologo che, pur nella sofferenza di un corpo che pretende di farsi prigione per l'anima, concede ancora la grazia della sua sapienza. Non religiosa, ma assolutamente umana nella sua cristallina lucidità. Perché la riconoscenza all'Altissimo per una menomazione che si ha la forza di trasformare in dono, è un intero trattato di teologia riassunto in un pugno di parole pronunciate con l'ultimo filo di voce. Il testamento umano e filosofico di chi questo mondo ignorante ancor prima che sconsacrato, definiva tra gli sghignazzi il «pastore tedesco». Un Papa troppo grande per entrare in sintonia con tempi così incapaci di accogliere la sua lezione, come quel discorso di Ratisbona intitolato «Fede, ragione e università» per sposare trascendenza e immanenza. E avere il coraggio di toccare Maometto e l'Islam, provocando l'ira di chi non aveva e oggi non ha occhi per vedere. Anche a quello rimanda il silenzio che Papa Ratzinger loda in un mondo dove impera quella chiacchiera di cui Heidegger disprezzava la «insensatezza». Torniamo allora al silenzio laborioso delle abbazie medioevali e ai chiostri dei domenicani dove pietra dopo pietra erigevano la filosofia Scolastica, una cattedrale del pensiero che è forse il più grande monumento eretto dalla ragione. Uomini di fede e filosofi chiusi in biblioteche ricchissime o celle spoglie a sfinirsi per dimostrare con la logica l'esistenza di Dio. L'ora et labora dei benedettini e la solitudine dei mistici nella ricerca di un dialogo con un Dio che può anche essere tutt'uno con l'universo, per chi voglia liberarsi dai lacci della religione.

Strade tortuose fino alle estasi o alle visioni iper filosofiche del domenicano come Giordano Bruno o di un altro tedesco come il mistico Meister Eckhart che insegnava a cercare Dio nel profondo dell'anima. Il silenzio prezioso di Ratzinger, proprio nei giorni in cui Francesco, l'altro Papa, parla per dirci che «Dio è padre e madre». E «la proprietà privata non è un diritto».

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