Torino non paga la quota Anci: Fassino manda lettera di Equitalia a se stesso

Lo strano caso del dottor Fassino e di mister Piero

Torino non paga la quota Anci: Fassino manda lettera di Equitalia a se stesso

Lo strano caso del dottor Fassino e di mister Piero. Una crisi d'identità con tanto di figuraccia. Il sindaco di Torino Piero Fassino ha infatti ricevuto dal Piero Fassino presidente dell'Anci un sollecito di pagamento per gli arretrati non corrisposti all'associazione. Non è facile essere morosi verso se stessi ma Fassino è riuscito nell'impresa. E per riscuotere quanto dovuto si è scritto da solo. Mica bruscolini, tra l'altro: ben 152mila euro, relativi alla quota annuale per il 2015, tanto da chiamare in causa Equitalia. Un pasticcio con tanto di delibera ad hoc del Comune di Torino per favorire il pagamento immediato ed evitare le sanzioni dovute ai morosi. A scoprire il caso, come riporta Lo Spiffero , è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone.

Uno scivolone che per Fassino non poteva capitare in un momento peggiore. Il sindaco-presidente infatti deve fronteggiare una vera e propria faida nell'associazione dei Comuni. Numerosi sindaci leghisti, guidati dal primo cittadino di Padova Massimo Bitonci, hanno annunciato di voler lasciare l'associazione perché troppo filogovernativa e poco incline ad appoggiare le istanze dei Comuni con Fassino stesso accusato di lavorare appositamente per far digerire agli amministratori locali tagli e mancate risorse.

Ora proprio lui, che poco tempo fa tuonava contro i colleghi cattivi pagatori, dà il cattivo esempio e va contro il suo stesso carrozzone fatto di 80 dipendenti e 20 sedi regionali ognuna col suo ufficio di presidenza, segreteria generale, dipartimenti e revisori dei conti. E un poco efficiente servizio di riscossione.

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