Il governo guidato da Giorgia Meloni presenta delle caselle vuote e dalle parti di Palazzo Chigi si inizia a riflettere sul come riempirle. Non sono decisioni attese a breve termine. È tutto in alto mare. Tuttavia, il compito di prendere il posto di Andrea Delmastro, ex sottosegretario al ministero della Giustizia, potrebbe toccare all'onorevole Sara Kelany (nella foto). Figura emergente della destra italiana, la parlamentare di origine laziale si è distinta in questi quattro anni per postura istituzionale ed efficacia comunicativa. È stata una delle principali sostenitrici della riforma Nordio, che la maggioranza non intende smentire nei contenuti. In questi anni, la Kelany si è distinta anche per l'introduzione della Carta dei doveri del migrante e per una proposta di legge contro il separatismo islamico. Più complesso il puzzle che riguarda il ministero del Turismo. La scelta sarà della premier Giorgia Meloni e di nessun altro. Difficile, per quanto l'ipotesi circoli su alcuni media, la strada che porta all'ex presidente del Coni Giovanni Malagò. Sul piano delle suggestioni più concrete, invece, c'è un nome di lusso. Luca Zaia (nella foto), dopo la fine dei mandati da presidente della Regione Veneto, ricopre attualmente l'incarico di presidente del Consiglio regionale. Il leghista ha già fatto il ministro, occupandosi di Politiche agricole tra il 2008 e il 2010, con Silvio Berlusconi premier. Se la premier dovesse decidere di pescare tra gli alleati, Zaia sarebbe il nome di maggiore peso.
Ma per il ministero del Turismo c'è anche un terzo nome in campo: è quello di Gianluca Caramanna, esponente siciliano di Fdi, già manager di catene alberghiere e consigliere dell'ex ministro Daniela Santanchè per i rapporti istituzionali. Questo il profilo in testa qualora Giorgia Meloni preferisse tenere la delega in Fratelli d'Italia.