L'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, con le delegazioni in festa a San Siro non parche di ringraziamenti per l'organizzazione, ha portato con sé pure due episodi con due leader protagonisti.
Il vicepresidente americano J.D. Vance ha presenziato in tribuna d'onore all'apertura: in piedi per applaudire gli atleti Usa, quando le telecamere l'hanno inquadrato assieme alla moglie, parte dello stadio gli ha tributato alcuni fischi e vari "buuu", pagando la polemica sulla presenza di agenti dell'Ice. L'episodio è arrivato fino all'Air Force One dove il presidente Trump ha commentato l'accoglienza non troppo positiva di parte dei 67mila. Sorpreso dai fischi al suo numero 2, Trump ha risposto: "È sorprendente perché alla gente piace, ma è un Paese straniero, in tutta onestà". Come dire: ci può stare. Mentre "in questo Paese", e cioè gli Stati Uniti, Vance "non viene fischiato". Dissenso non percepito peraltro dagli spettatori americani su NBC, l'emittente Usa dei Giochi, in quel frangente in onda senza sonoro come il video sui canali della Casa Bianca.
Il presidente francese Macron ha invece postato in apertura di Giochi, sul suo account X istituzionale, un'immagine modificata della Gioconda: sguardo rivolto verso un dipinto con la delegazione transalpina che entra a San Siro. Monna Lisa guarda gli atleti francesi. Momento di finzione e cortocircuito immediato. Assente dalla cerimonia, Macron, per mostrare vicinanza e tifo per i bleu blanc rouge in terra italiana, ricorre al capolavoro di Leonardo Da Vinci. In modo strumentale? La querelle è esplosa sui social. Vista la mai superata diatriba sull'italianità della Monna Lisa, via ai paragoni: tra la sobria cerimonia dei Giochi invernali con quella arcobaleno di Parigi con L'Ultima Cena in chiave LGBT+ e drag queen al posto degli apostoli (Parigi disse poi di essersi ispirata a una festa pagana delle divinità dell'Olimpo). Fiume di commenti con altrettante immagini-fotomontaggio sotto il post-provocazione del presidente: delegazione francese con un bidet, un'altra con le drag queen di Parigi. Una con Fabio Cannavaro che alza la Coppa del mondo nel Mondiale 2006, guardato da Monna Lisa. Da un romanesco "Stai a rosicà" a "Se vogliamo ce la riprendiamo la Gioconda, tanto è un attimo entrare al Louvre", effetto boomerang, condito da ironie sulle carenze di sicurezza di Parigi, vittima del furto del secolo dei gioielli napoleonici.
Caso quasi politico, con Carlo Calenda, leader di Azione, che legge così la scelta macroniana: "Sembra un po' da sfigato, tipo: tanto noi ci teniamo la Gioconda". "Cugini" invitati da altri a imparare come si organizza un evento.