Donald Trump frena sull'ipotesi dei boots on the ground in Iran e a sorpresa dice che "la guerra è praticamente conclusa". "Finirà presto, ma non questa settimana. Gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto al periodo di 4-5 settimane - sottolinea il presidente americano in un'intervista a Cbs -. Non hanno navi, non hanno comunicazioni e non hanno l'aeronautica. Teheran ha sparato tutto ciò che doveva sparare". Ieri il tycoon ha tenuto la sua prima conferenza stampa dall'inizio del conflitto contro la Repubblica islamica, e ha sentito al telefono il collega russo Vladimir Putin con cui ha discusso della "situazione internazionale". "La nostra avanzata nel Donbass -ha detto lo Zar - convinca Zelensky a trattare".
Nonostante le affermazioni sulla fine della guerra, il comandante in capo spiega che sta "pensando di prendere il controllo" dello Stretto di Hormuz. E ribadisce che non è contento della nomina di Mojtaba Khamenei come nuova guida suprema. The Donald non svela i piani per il figlio di Ali Khamenei ("non ve li dirò"), nonostante nei giorni precedenti avesse minacciato di uccidere qualsiasi successore dell'Ayatollah che assumesse il potere senza il suo parere. "Penso che abbiano commesso un grosso errore. Non so se durerà", sottolinea, e stando a fonti del Wall Street Journal Trump avrebbe comunicato ai suoi consiglieri di aver appoggiato l'uccisione della nuova guida suprema se non si dimostrerà disposto a cedere alle richieste Usa. Trump parla pure dei prezzi del petrolio, e dice di "avere un piano per tutto", ma "il petrolio non può più essere ostaggio di teheran". A suo parere tuttavia è "troppo presto" per parlare di sequestro del greggio iraniano. Prenderne il controllo anche solo di una parte potrebbe mettere sotto pressione i rapporti della Cina, alla quale è destinato l'80% dell'export da Teheran. La Casa Bianca insiste sul fatto che l'attuale picco è "a breve termine" e Trump sta valutando "tutte le opzioni credibili" per controllare i prezzi. "Il presidente e tutto il suo team per l'energia avevano un piano d'azione rigoroso per mantenere stabili i mercati ben prima dell'inizio dell'operazione Epic Fury e continueranno a valutare tutte le opzioni credibili", precisa una portavoce.
Intanto il segretario di stato Marco Rubio ripete che "gli obiettivi della missione in Iran sono chiari: annientare i missili". Come riporta l'agenzia Bloomberg, il titolare di Foggy Bottom dice che le forze Usa stanno cercando di distruggere anche la Marina di Teheran, assicurando che "il mondo sarà un posto più sicuro quando il conflitto sarà finito". "Questo è un regime terroristico e li vediamo condurre il terrorismo utilizzando elementi di stato-nazione, usando armi come missili e droni per attacchi unidirezionali, e l'obiettivo di questa missione è distruggere la loro capacità di continuare a farlo", ripete Rubio.
Per Abc, gli Stati Uniti hanno intercettato alcune comunicazioni criptate che si ritiene arrivino dall'Iran e che potrebbero servire per "innescare asset dormienti" all'estero. Una di queste, fanno sapere le fonti, sembra diretta a "destinatari clandestini" ed essere un tipo di messaggio per impartire istruzioni ad "agenti sotto copertura o risorse dormienti" fuori dal Paese.