Cronache

Ucciso davanti ai dipendenti a colpi di fucile. Fermato un 78enne, l'ombra della lite per soldi

La vittima titolare di un'azienda di materiali edili. Si indaga sul movente

Ucciso davanti ai dipendenti a colpi di fucile. Fermato un 78enne, l'ombra della lite per soldi

Un momento di follia, intorno al quale sono ancora da chiarire molti aspetti. Così un uomo di 78 anni ha tolto la vita al titolare 61enne di un'azienda di Casale Cremasco, in provincia di Cremona. Ieri mattina, verso le 9, Fausto Gozzini originario della provincia di Bergamo e a capo della Classe A Energy, impresa che commercializza materiali edili rilevata solo tre anni fa, è stato freddato a colpi di fucile calibro 12.

A commettere l'omicidio, secondo i primi accertamenti, sarebbe stato Domenico Gottardelli, anche lui della Bergamasca, già fermato dai carabinieri e portato in caserma dove nelle prossime ore dovrebbe essere interrogato. L'aggressione è avvenuta in via Camisano, la vittima è stata trovata dai soccorritori in arresto cardiocircolatorio con una ferita all'addome ed è deceduta sul posto. Ferito anche un carabiniere 36enne, non coinvolto nella sparatoria, che ha riportato un lieve trauma al volto quando è stato colpito da uno dei figli della vittima, in preda alla disperazione, ed è stato trasportato in codice verde all'ospedale di Crema.

Al momento sono in corso le indagini per chiarire la dinamica e soprattutto quale possa essere il movente di un atto che sembra dettato dalla follia. Secondo le prime indiscrezioni, il 78enne potrebbe aver agito in seguito a un banale diverbio, scaturito da problemi di origine economica, con il titolare della ditta. Una lite che lo avrebbe spinto a imbracciare il fucile da caccia e a sparare. Ma non si esclude neanche che possa trattarsi di un atto premeditato e quindi di una vendetta, visto che l'omicida si sarebbe portato l'arma da casa. Emergono inoltre altri dettagli, come l'auto utilizzata dal presunto killer per raggiungere il luogo del delitto. Si tratterebbe di una vecchia Citroen 2CV, addobbata con bandiere tricolore, un cuore a strisce, lo stemma di una Onlus bergamasca e una foto del presunto omicida sulla portiera.

Proprio un adesivo dell'associazione Amici del trapianto di fegato di Bergamo incollato sulla vettura farebbe pensare che Gottardelli possa essere socio della Onlus lombarda, anche se dalle prime verifiche il 78enne non risulta negli elenchi ufficiali.

«Possiamo risalire all'elenco dei soci degli ultimi dieci anni fanno sapere - e il nome Gottardelli non compare. Escludiamo anche che possa far parte del gruppo dei nostri volontari che operano in ospedale con i pazienti trapiantati, perché li conosciamo tutti di persona».

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