L'ossessione di Ricciardi per il lockdown

"Serve un lockdown totale": il consulente del Ministro Roberto Speranza, Walter Ricciardi, si è sempre detto a favore delle chiusure come unica arma per contenere la pandemia

L'ossessione di Ricciardi per il lockdown

Lockdown, lockdown, lockdown. È la parola preferita di Walter Ricciardi, docente di Igiene all'università Cattolica di Roma nonché consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l'emergenza coronavirus. Secondo Ricciardi, per via delle varianti che circolano nel Paese, ora serve un lockdown "applicato su tutto il territorio nazionale" come a marzo "perché dobbiamo limitare la circolazione del virus al di sotto dei 50 casi ogni 100mila abitanti. Deve durare il tempo necessario a tornare a questo dato di incidenza. Possono essere due, tre, quattro settimane, dipende quando si raggiunge l'obiettivo" ha dichiarato ieri al Messaggero, posizione pro-lockdown ribadita anche nell'intervista concessa a Che tempo che fa. "Io sono consigliere del ministro della Salute e a lui mi rivolgo - sottolinea - E Speranza ha sempre accolto i miei suggerimenti. Nel precedente Governo, però, trovava un muro, trovava la linea di chi voleva convivere con il virus. Questo ha causato decine di migliaia di morti e ha affondato l'economia. Spero che la strategia del nuovo Governo sia 'no Covid' e che ci riporti a una prospettiva di normalità in tempi ragionevoli". Peccato che di sacrifici gli italiani ne abbiano fatti abbastanza e una chiusura totale del Paese avrebbe effetti potenzialmente devastanti.

Ricciardi e l'ossessione per il lockdown

Non è certo la prima volta che il docente della Cattolica invoca il lockdown duro spiegando che, solo grazie a una chiusura totale del Paese, si potrebbe tornare a una nuova normalità.

Sui social alcuni utenti hanno raccolto le sue dichiarazioni da ottobre ad oggi e la parola "chiave" è una sola, quasi un'ossessione: lockdown. "Serve un lockdown totale, lo chiederò a Speranza" (14 febbraio); "Tutta Europa è già ricorsa a lockdown duri" (11 febbraio); "È la quiete prima della tempesta" (5 febbraio); "Serve un lockdown rigido a febbraio" (24 gennaio); "Le misure non fermano il virus, serve un lockdown di un mese" (21 gennaio); "Basta colori, serve un lockdown di un mese" (17 gennaio); "Io farei quattro settimane di lockdown" (15 gennaio); "Subito lockdown o le vaccinazioni sono a rischio" (12 gennaio); "Le nuove misure non saranno sufficienti" (7 gennaio); "Ridurre i contagi con un blocco serio" (6 gennaio); "Non riaprire le scuole, serve zona rossa fino al 15 gennaio" (31 dicembre); "Farei un lockdown da subito e per due mesi" (21 dicembre); "Un lockdown a Natale, i contagi sono la punta dell’iceberg” (15 dicembre); "Abbiamo due-tre settimane di tempo per decidere sui lockdown" (13 novembre); "Le persone circolano troppo, non è escluso un lockdown totale" (11 novembre); "Lockdown subito in alcune aree metropolitane" (8 novembre); "Lockdown? Due settimane sono poche” (6 novembre); "È necessario un altro lockdown" (26 ottobre); "Coprifuoco inutile, meglio il lockdown" (25 ottobre). Insomma, da questo punto di vista tutto si può dire a Ricciardi tranne che non sia coerente.

"Se non sono utile mi faccio da parte"

Le più recenti dichiarazioni rilasciate dal consigliere del Ministro Speranza a favore del lockdown totale hanno però innescato un fiume di polemiche. A cominciare dal leader della Lega, Matteo Salvini, il quale ha dichiarato, riferendosi proprio a Walter Ricciardi, che l'Italia "è piena di bravi medici che non sentono la necessità di parlare tutti i giorni in tv e terrorizzare le persone. Ne parleremo con il presidente Draghi che avrà piena libertà di scelta. Noi non chiediamo niente ma un cambio di passo sì". Tirato per la giacchetta, Walter Ricciardi ha replicato così: "Chiedono le mie dimissioni? Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia: altrimenti mi faccio da parte" ha osservato il consigliere scientifico del ministero della Salute, rispondendo all'agenzia stampa Adnkronos.

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