Leggi il settimanale

Quella vera associazione di impuniti

Ogni giorno atterrano sul tavolo dei procuratori capo più fascicoli di quanti se ne possano smaltire. Questo intasamento è funzionale al trucco che salva capre e cavoli

Quella vera associazione di impuniti
00:00 00:00

La "banda del No" al referendum sulla riforma sulla giustizia ha commesso due errori odiosi. Il primo è certificato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri che ha introdotto nella propaganda per il No l'accusa spicciativa e forcaiola secondo cui soltanto i mascalzoni fanno il tifo per la separazione delle carriere. Secondo la banda del No sarebbe soltanto un trucco malavitoso per mettere le Procure sotto il controllo del governo e della politica che si approprierebbe del diritto di scelta e della priorità dei processi: quelli da rinviare, quelli da seppellire, fare immediatamente.

Luca Palamara ha certificato che la verità sta nell'esatto contrario: sono quelli della "banda del No" che pretendono di mantenere l'"obbligatorietà" dell'azione penale, come una facoltà politica e capricciosa.

Qual è il trucco? Ogni giorno atterrano sul tavolo dei procuratori capo più fascicoli di quanti se ne possano smaltire. Questo intasamento è funzionale al trucco che salva capre e cavoli: salva l'obbligatorietà teorica, perché i fascicoli giacciono nella polvere in lista d'attesa eterna. E da qualche parte si dovrà pur cominciare.

E con quale criterio?

Con quello in genere scelto dal procuratore capo secondo criteri qui sempre politici in sintonia con le correnti politiche in cui vengono rappresentati i togati nel Consiglio superiore della magistratura.

Viene così a mancare proprio la certezza dell'azione penale sostituita dall'interesse della politica. Alcuni sono più uguali degli altri, Orwell alla mano. Fino a qualche anno fa si premiavano alcuni magistrati con un giro di valzer in Parlamento sotto le insegne di partito, il Pds, con facoltà di tornare alla toga: era il sistema delle "porte girevoli".

È, dunque, oggi e non dopo

la vittoria del Sì che le decisioni vengono prese fuori dalle aule di giustizia e dentro le segreterie dei partiti, riconoscenti. Questo è un sistema diventato spesso una vera associazione di impuniti, caso Palamara docet.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica