Bandiere a fuoco, vernice rossa e insulti: Pd e Nato contestati a Torino

Scritte sulle pareti e vernice rossa contro le sedi dei radicali e del Partito democratico durante la fiaccolata del 25 aprile di Torino

Bandiere a fuoco, vernice rossa e insulti: Pd e Nato contestati a Torino

In tutta Italia, gli eventi per il 25 aprile si portano dietro una scia di polemiche ma anche di indignazione per il comportamento tenuto da alcune frange di manifestanti che approfittano della ricorrenza per rivelare la loro vera natura vandalica e contestatrice. Tutti i cortei hanno subito momenti di tensione e provocazioni da parte di estremisti di sinistra e centri sociali. Dagli atti vandalici agli insulti, il campionario di nefandezze è più che mai variegato in questa occasione. A Bologna sono state vandalizzate le sedi di banca Unicredit e dell'Eni mentre a Torino a essere prese di mira sono state le sedi del Partito democratico cittadino e quella dell'associazione Adelaide Aglietta. In entrambi i casi i contestatori hanno vandalizzato saracinesche, porte e muri contro l'appoggio all'Ucraina che sta subendo l'invasione da parte della Russia.

Il primo episodio si è verificato nella serata di sabato 24 aprile, quando a Torino è tornata la fiaccolata che, a causa del Covid, è mancata nei due anni precedenti. Durante la manifestazione, alcuni esponenti della sinistra radicale si sono presentati imbracciando le bandiere della Nato ma anche quelle dell'Ucraina e dell'Unione europea. Forse anche in memoria della polemica che si è sviluppata nei giorni precedenti, qualcuno ha letto questo gesto come un atto di provocazione, che non solo ha scatenato polemiche in loco ma si è tramuta in un blitz vandalico compiuto nel cuore della notte contro la sede dell'associazione Adelaide Aglietta di Torino, la cui saracinesca è stata imbrattata con la vernice rossa.

"La nostra sede dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, quella di chi denuncia da 23 anni - inascoltato - i crimini di Putin, oggi è stata imbrattata così da chi evidentemente preferisce la Russia di Putin e la sua aggressione sanguinaria alla resistenza dell'Ucraina con il supporto della Nato", si legge nel profilo di Igor Boni. "I pacifisti nostalgici del Patto di Varsavia hanno le mani insanguinate del popolo ucraino e non perdono occasione per confermarlo. Gli piaccia o non piaccia i nuovi partigiani sono gli Ucraini e i nuovi nazi-fasci sono i Russi. E in Italia noi difendiamo i valori di libertà anche per loro, quelli che fossilizzati nella storia ci odiano da quarant’anni", ha dichiarato Silvio Viale.

Ma in quelle stesse ore a essere presa di mira è stata anche la sede del Partito democratico in via Oropa, dove sono apparse le scritte che sono diventati gli slogan delle manifestazioni del 25 aprile. "Servi della guerra" e "Servi della Nato", si legge in vernice rossa sulle pareti della facciata della sede del Pd. Azioni che si aggiungono al rogo di piazza Castello in cui sono state bruciate le bandiere del Partito democratico e della Nato. "I violenti se ne facciano una ragione, non ci fanno paura. Gli episodi della bandiera del Pd bruciata di ieri e l'imbrattamento della sede del Pd di via Oropa, sono gesti violenti e vigliacchi. Ieri eravamo in tanti a sostenere la Libertà e la Pace, contro ogni forma di violenza. Saremo sempre a fianco dell'Anpi, con orgoglio sempre antifascisti", ha dichiarato Marcello Mazzù, segretario della Federazione metropolitana del Pd di Torino.

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