Il video choc di Grillo, il colpo vincente di Casaleggio, il sondaggio: così è morto il M5S

Da inizio anno un terremoto ha sconvolto il Movimento 5 Stelle. Tocca a Conte raccogliere i cocci, ma Di Maio già parla di un "Neo Movimento"

Il video choc di Grillo, il colpo vincente di Casaleggio, il sondaggio: così è morto il M5S

Ormai lo dice pure Di Maio: il Movimento 5 Stelle è morto. Al punto che persino l'ex capo politico ora parla di "Neo Movimento". Non una morte improvvisa, ma una lenta agonia che si trascina da mesi. Almeno da inizio anno quando - dopo che gli Stati Generali hanno decretato il ritorno di un direttorio - Beppe Grillo ha incoronato Giuseppe Conte leader in pectore del partito.

È stata la prima scossa di un terremoto che ha sconvolto gli assetti dei 5S e sancito quella scissione in passato solo minacciata. I malumori in realtà erano già iniziati con il sì al governo Draghi. Una scelta che aveva irritato i "duri e puri" e portato persino Alessandro Di Battista a spogliarsi della bandiera pentastellata che lo ha portato alla notorietà. Poi è arrivato l'ultimatum di Davide Casaleggio: se i parlamentari "morosi" non avessero versato i 300 euro imposti dallo Statuto o l'Associazione Rousseau avrebbe staccato la spina alla piattaforma di democrazia diretta vanto degli stessi grillini. Del resto anche su questo il cambio di visione era palese: se in passato non restituire una parte dello stipendio ha portato prima alla gogna sul blog e poi alle espulsioni, con la reggenza di Vito Crimi i tribunale dei probiviri era diventato più tollerante. Al punto che al "sistema operativo" mancano all'appello ben 450mila euro. Così il ricatto: i soldi in cambio di Rousseau e dei dati che in questi anni ha raccolto.

Poi il 21 aprile arriva il proverbiale "carico da novanta". Il cerchio si stringe su Ciro Grillo, le notizie sul presunto stupro si fanno sempre più pressanti e Beppe Grillo sbotta. In un ormai celebre video si schiera dalla parte del figlio e accusa la ragazza di aver strumentalizzato quella che era una notte di sesso consensuale per attaccarlo. Uno sfogo indifendibile persino da chi ha sempre perdonato tutto al "padre-padrone" del movimento. I malumori crescono, dentro e fuori dalla formazione politica. Il giorno dopo scade l'aut aut e Casaleggio non fa un passo indietro: Rousseau non ha più legami con il M5S e anzi diventa lo strumento per chi allo stesso M5S vuole e può fare concorrenza. Del resto in Parlamento c'è già un gruppo che fa gola: l'Alternativa formata dagli ex grillini e che potrebbero vedere in Dibba il proprio leader.

Arriviamo al 3 maggio e ci si mettono pure i giudici: il Tar dà ragione ai "ribelli" di Cagliari e danno l'intero Movimento in mano a uno sconosciuto avvocato di Cagliari che ne diventa il curatore legale fino alla nomina del direttorio. È l'epilogo di una guerra condotta da Casaleggio con una serie di colpi che lo rendono vincitore.

Il colpo di grazia può arrivare da Roma. E in particolare da quella Virginia Raggi che nel 2013 era stata osannata come il primo vero successo dei 5Stelle. Il sindaco di Roma - che pure in questi anni non ha brillato - è una delle "creature" di Casaleggio e certo l'imprenditore non si farà sfuggire l'occasione per mettere i bastoni tra le ruote a Conte & Co. E infatti è proprio su Rousseau che la Raggi lancia il suo "programma partecipato" per la ricandidatura al Campidoglio. Una grana non da poco per l'ex premier, impegnato anche a rafforzare quell'alleanza con la sinistra che gli ha permesso di restare a Palazzo Chigi anche dopo la rottura con la Lega. Come spiega Marco Antonellis su ItaliaOggi, infatti, il Pd prova in tutti i modi a convincere Nicola Zingaretti a scendere in campo. Ma il governatore del Lazio avrebbe posto due condizioni: il sostegno dei 5S in Regione e il voto disgiunto tra Amministrative e Regionali per evitare un "ribaltone". E la ricandidatura della Raggi da parte degli alleati non va giù ai dem. Ma come può ora Grillo rimangiarsi il sostegno alla sua candidata?

Il colpo di grazia arriva da un sondaggio diffuso da Euromedia research e che scombina ulteriormente i piani. Lanciare Conte come leader del partito dopo gli applausi all'uscita di Palazzo Chigi aveva permesso a Grillo di risollevare il consenso della base. In qualche modo l'arrivo di un uomo forte che in questi anni aveva guidato l'Italia aveva ridato nuova linfa e convinto gli elettori 5Stelle. Un paio di mesi dopo la situazione è ben diversa e il Movimento 5 Stelle scivola ormai al quarto posto nella classifica dei partiti con appena il 15,7% delle preferenze.

Difficile che l'ex premier riesca a risollevare a breve le sorti del "non partito" diventato partito a tutti gli effetti. E così è pronta a nascere una nuova "cosa gialla". "Neo movimento", lo chiama Luigi Di Maio. Ma - se è vero che il 20-25% dei parlamentari grillini è pronto a lasciare - dovrà fare i conti con l'ex amico Dibba e le armi di Casaleggio, vero stratega dell'attivismo pentastellato.

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