Zelensky: "Guerra mondiale se vince Putin"

Il leader: "Presto Meloni qui". Lascia il consigliere Arestovich. Dnipro, 45 i morti

Zelensky: "Guerra mondiale se vince Putin"

«Se non fermiamo Putin, altro che Unione Europea. Ci sarà la Terza Guerra Mondiale». L'ultimo grido d'allarme del presidente ucraino Volodymyr Zelensky arriva da Porta a Porta. Zelensky ha parlato anche del suo rapporto con la premier Giorgia Meloni: «Ho visto in lei un primo ministro estremamente concreto. È proitaliana e sostiene l'Ucraina e i valori comuni. La aspetto presto in Ucraina in visita ufficiale» ha detto a Rai Uno. A prendere posizione dal forum economico mondiale di Davos è stata anche la first lady Olena Zelenska: «Il mondo deve unirsi per la pace», ha detto, chiedendo che i Paesi occidentali usino la loro influenza per fermare la Russia. Un fronte comune che sembra evidente. Dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato l'invio a Kiev dei missili Patriot, il Regno Unito i carri armati pesanti e il nostro Paese il sistema di difesa Samp/T, la Nato ha trasferito diversi aerei da ricognizione Awacs dalla Germania alla Romania, a 200 km dal confine con L'Ucraina. «La guerra illegale continua a minacciare la pace e la sicurezza dell'Europa, non vi possono essere dubbi sulla determinazione della Nato a proteggere ogni centimetro di territorio alleato», ha detto la portavoce Oana Lungescu. L'Olanda ha annunciato che fornirà missili Patriot e la Finlandia i carri armati Leopard, con la premier Sanna Marin che ha usato parole nettissime: «Con l'Ucraina finché servirà. Se fosse nella Nato non ci sarebbe guerra». Mentre in Polonia, il comandante in capo delle forze armate ucraine Valerii Zaluzhnyi ha avuto un primo incontro faccia a faccia con il capo di stato maggiore dell'esercito Usa Mike Milley.

Intanto, dopo le fratture nelle forze armate russe, guai interni anche a Kiev. Il consigliere presidenziale Oleksiy Arestovich (nel tondo), ha presentato le dimissioni dopo le polemiche seguite alle sue dichiarazioni sull'attacco missilistico russo contro un condominio a Dnipro. Arestovich aveva ipotizzato che il palazzo fosse stato colpito dai detriti di un razzo sparato dalla contraerea ucraina contro i missili russi. Proprio riguardo a Dnipro, peggiora ulteriormente il bilancio della strage di civili. Secondo le ultime informazioni ufficiali, sono 45 le vittime, tra cui sei bambini mentre i feriti sono 79, di cui 16 bambini. Ma i numeri sono ancora parziali perché 20 persone risultano ancora disperse e ci sono poche speranze di trovarle vive.

Mentre Putin firma un decreto per cui nel 2023 le aziende russe potranno prendere decisioni senza tenere conto del parere dei comproprietari provenienti da «paesi ostili», ancora una volta il leader ceceno Ramzan Kadyrov torna ad usare parole minacciose.

«La Russia non può perdere in Ucraina, altrimenti inizierà una guerra nucleare e moriremo tutti», ha detto uno dei più violenti luogotenenti dello zar. «Possiamo premere il pulsante e salam alaikum!», ha aggiunto paventando l'utilizzo di armi nucelari. L'ennesima mianccia firmata Mosca.

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