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Zingaretti e l'asse coi 5S: "Veto su Conte, non su Di Maio"

In un'intervista al Messaggero, il segretario del Pd Nicola Zingaretti fa il punto della situazione sul possibile accordo con i 5 Stelle: "Accettino i nostri 5 punti programmatici, altrimenti si torna al voto. No a un Conte-bis"

Zingaretti e l'asse coi 5S: "Veto su Conte, non su Di Maio"

"O il Movimento 5 Stelle accetta i nostri cinque punti programmatici o fa saltare il banco. Conte? Non va bene, serve un uomo di Stato. Su Di Maio nel governo non metto alcun veto". In un'intervista al Messaggero, il segretario Pd Nicola Zingaretti fa il punto della situazione sulla trattativa in corso tra dem e 5 Stelle per la formazione di un nuovo governo. Il governatore del Lazio parte dai cinque punti programmatici presentati durante la Direzione Pd di mercoledì: "O il M5S li accetta o fa saltare il banco e se ne prende la responsabilità. Ma almeno così è chiaro che da parte nostra, come Pd, non c'è alcun tipo di subalternità". Alla domanda su chi potrebbe essere il premier del governo giallo-rosso, Zingaretti risponde: "Un Conte-bis? Zero margini di trattativa. Non va bene. non si può dire che gli altri, ovvero Salvini, hanno sbagliato, e riprendere a governare come se nulla fosse cambiando solo alleato".

Meglio, per il segretario del Pd, "Un uomo di Stato, un alto servitore delle istituzioni", anche se prima bisogna "ascoltare il Capo dello Stato". Poi Zingaretti, dopo essersi chiamato fuori dalla corsa a Palazzo Chigi ("Faccio il presidente della Regione Lazio e il segretario del Pd e credo siano già due impegni molto gravosi"), ribadisce: "Cinque punti chiari sono la soluzione. Con la manovra al primo posto". E su Di Maio, oggetto di un accordo telefonico con Davide Casaleggio, assicura: "Non ho alcun veto su Di Maio nel governo", pur puntualizzando che "non si potrà far scendere in campo la stessa squadra che ha perso già una partita". Infine una stoccata a Renzi: "La proposta di Renzi, cioè quella di un governo istituzionale di breve durata, non ha ricevuto alcun tipo di reazione nel M5S. Perchè, credo, che i grillini non si fidino di lui. Se vuole uscire dal Pd? È un'eventualità che nemmeno il diretto interessato nasconde".

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