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Josep Pla, cronaca anarchica del ’900 visto da un caffè

Politicamente non si schierò mai: né a destra né a sinistra e ciò non gli ha giovato in termini di fama

Josep Pla, cronaca anarchica del ’900 visto da un caffè

La letteratura ci ha abituati a leggere libri in cui l'autore dialoga con sé stesso: libri che sono specchi o schermi, dove l'io si interroga davanti alla multiforme realtà che lo circonda. Di certo Il quaderno grigio del catalano Josep Pla (Edizioni Settecolori, pagg. 795, euro 28; traduzione di Stefania Maria Ciminelli, introduzione di Andrés Trapiello) è più di un diario, perché l'autore, in modo deliberato, attua una continua selezione e rielaborazione di materiali precedenti che all'inizio riempivano solo un centinaio di pagine: motivi privati e generali, redatti con uno stile sobrio ed essenziale, espressione e testimonianza delle intense relazioni vissute dallo scrittore. Parliamo di un libro teso a tradurre e a rappresentare il rapporto avuto da Josep Pla (1897-1981) con il mondo nelle sue numerose manifestazioni e vicissitudini esistenziali, che ora l'editore Settecolori ha riportato all'attualità, facendole conoscere in Italia, come è accaduto per altre opere di importanti scrittori poco noti e dimenticati.

Scritto fra l'8 marzo del 1918 e il 15 novembre del 1919, Il quaderno grigio è l'opera di un ventenne che all'inizio comprende scarni appunti; solo quando il volume esce nel 1966 e l'autore è prossimo a compiere settant'anni, è un voluminoso carteggio di quasi 800 pagine, frutto di un laborioso lavoro di selezione e integrazione di nuovi e svariati materiali, divenendo il primo capitolo della sua opera omnia. Dobbiamo dunque considerare il libro come l'ouverture dell'immensa e complessa opera sinfonica creata da Josep Pla, che comprende 25mila, raccolte in 44 volumi.

Da qui la facile accusa allo scrittore di essere un grafomane, un sagace elaboratore di motivi che continua a cesellare, ampliare e riproporre a distanza di molti anni. Non manca neppure la critica al catalano di non avere una posizione politica chiara, come testimoniano anche le cronache dei suoi numerosi viaggi e incontri avuti con Hitler e Mussolini, quest'ultimo considerato "un venditore di fumo". In effetti la militanza ideologica dello scrittore è apparentemente incerta, avendo egli collaborato tanto a giornali reazionari come a quelli politicamente impegnati. In realtà Josef Pla mostra un atteggiamento anarchico, dove ogni assioma, codificato dalla storia e dalla cultura, è continuamente rimosso o messo in dubbio, come avviene nei confronti delle lotte scatenate in Spagna dalle opposte fazioni politiche, contro cui l'autore propone una via pacifica che porti alla democrazia e ripudi la violenza della guerra civile, che ha visto oltre 600mila morti e continua a dividere gli spagnoli.

Il quaderno grigio si apre con la notizia dell'epidemia, a tutti nota come "la spagnola", avvenuta nel 1918 a Barcellona, quando il giovane scrittore, per evitare possibili contagi, lascia la città e i suoi studi di legge, e si rifugia nella natia Palafrugell, nell'Empordá catalano, a cui dedica pagine memorabili che cantano la levità e i colori del suo paesaggio marino, e al contempo raccontano le conversazioni avute con gli amici, dove non mancano spunti e riflessioni estetiche e morali. Precise e circostanziate sono le annotazioni di Josep Pla che osserva la realtà cittadina vicina all'Ateneo, come quando cammina accanto ai muri di cinta e incontra una graziosa adolescente che così descrive: "Fianchi robusti, ben delineati, vestito largo, il seno che salta", dove il realismo descrittivo si sposa con il sentimento di bellezza e seduzione che la fanciulla ispira al nostro autore.

Andrés Trapiello, noto scrittore e critico, presente nell'introduzione che apre il volume, considera Il quaderno grigio "un libro misterioso" in quanto crediamo di interpretare Josep Pla non guarda mai al lettore, ma segue l'interesse per gli uomini e la vita al punto che, con la sua innata modestia, scrive a proposito del testo "che si sarebbe potuto risparmiare quasi tutto quello che il libro contiene". Infatti entrano nel racconto numerose esperienze, colte dall'autore anche come giornalista, professione che ha scelto e gli ha permesso di viaggiare in tutta Europa, poiché ciò che a lui interessa è l'immagine della vita che gli scorre davanti e dove scrive nell'appunto del 29 aprile 1918 i rumori, i suoni ("i colpi dei martelli sull'incudine di un fabbro o gli interminabili esercizi di violino") si fondono al colore arancione del cielo lontano: una fusione che a Josep Pla suggerisce "la quintessenza dell'ordinarietà". E aggiunge: "È il colore di fondo dei santini", dove colpisce l'ardita analogia del cielo con il colore dei santini.

Il voluminoso Quaderno, elogiato anche da Vargas Llosa e Javier Cercas, scorre veloce, alterna ritmi diversi e mescola ritratti, dialoghi, paesaggi, giudizi critici sull'arte e la letteratura, discorsi e commenti politici. Acuto osservatore della commedia umana, lo scrittore catalano, che ha scelto il diario quale forma ideale per meglio rappresentare la sua esperienza biografica, dedica intere pagine all'opera di Proust, di cui coglie i sottili legami con il mondo reale che la memoria trattiene e trasforma, affermando che "oltre al realismo, c'è un mondo di pensieri e di idee suggerite, a volte dal contatto fisico, a volte da quello spirituale". Ugualmente ci informa che apprende la lingua italiana, motivato dal viaggio nel nostro paese; legge la Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis, conosce Dante e Petrarca. Né mancano informazioni spicciole, come quella dello sciopero avvenuto a Barcellona, che crea in tutti "abbattimento" e "atonia", a cui si oppone la natura, di cui l'autore offre con brevi parole, ben articolate dalla punteggiatura, questo splendido quadro che appaga i sensi: "Nel pomeriggio, si rischiara un po'. La terra profuma di primavera".

Il quaderno grigio si chiude con la

promessa di una visita a Parigi e, in definitiva, il libro è la storia di un viaggio fuori e dentro l'autore. È il racconto di una vita, scritto con uno stile semplice e colloquiale, di straordinaria efficacia e grande bellezza.

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