«Porterò la tecnologia anche fra gli anziani»

Simone Carlo, 29 anni, di Cernusco, ha un sogno nel cassetto: diffondere le nuove tecnologie tra tutti gli strati sociali e insegnare alle persone a usarle. «Nella città dell’Expo - spiega Simone, che è diventato dottore con una tesi sul digital divide, ossia sulla differenza tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi no - ci sono alcune “sacche di depressione tecnologica”, ovvero fasce di popolazione che in città non hanno accesso a Internet, molti non possiedono nemmeno un computer». Un esempio? I poveri in generale, gli anziani e i figli degli immigrati. «Stiamo cercando sponsor per finanziare una ricerca, che stiamo sviluppando con il centro di ricerca della università - su Milano. Si parte con la mappatura dei quartieri dove la tecnologia è assente o intesa in maniera erronea: tra gli immigrati per esempio, tecnologia in alcuni casi è sinonimo di tv al plasma. Poi, vorremmo suggerire alle amministrazioni locali di creare dei presidi tecnologici: dotare un centro pubblico di una particolare zona non solo di un computer con accesso a internet, ma anche di corsi per pc. In questi casi la motivazione personale è fondamentale: se un anziano capisce che prenotando una visita on line può evitare la coda all’ospedale allora sarà interessato a imparare. E così via».

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