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Provocazione della Lega: Liberazione festa brutta Fli (a sorpresa) concorda

Borghezio lancia la sfida: "O diventa festa di riconciliazione o bisogna avere il coraggio di abolirla". Gli fa eco Granata (Fli): "Servono simboli condivisi e unificanti". E Capezzone accusa la sinistra

Provocazione della Lega: 
Liberazione festa brutta 
Fli (a sorpresa) concorda

Torino - Come ogni anno, il 25 aprile non mancano le polemiche. Polemiche che quest'anno uniscono Lega Nord e Futuro e libertà, che parlano di festa inutile, almeno per quanto riguarda l'unità d'Italia.

"Festa brutta e da abolire" La provocazione è stata lanciata questa mattina dall'europarlamentare leghista, Mario Borghezio, che ha detto: "Lo vado ripetendo da tempo e lo ribadisco oggi. In un paese civile come gli Stati Uniti, dopo un pò di anni hanno smesso di celebrare la guerra civile, da noi no". Il 25 aprile in Italia - sostiene Borghezio - non è festa "di riconciliazione, ma soltanto di una parte, di coloro che hanno combattuto da una parte, non di tutti. Questo è sbagliato. O la si cambia e la si fa diventare festa di riconciliazione, monito contro tutte le guerre civili o bisogna avere il coraggio di abolirla. Sato il modo con cui viene celebrata, è soltanto una brutta festa da eliminare"

Concorde Fli La sfida è stata raccolta da Futuro e libertà. Il falco Fabio Granata osserva che "in Italia servono segni e simboli condivisi e unificanti. Basterebbe festeggiare tutti insieme la Festa della Repubblica condividendo i valori della Libertà, della democrazia e dell’unitàe identità nazionale. In questo senso la Lega ha ragione: il 25 aprile non è unificante, nè credo lo sarà mai".

L'accusa del Pdl Tutta colpa della sinistra, secondo il portavoce Daniele Capezzone. Sinistra che "continua ad alimentare la divisione civile, le demonizzazione dell’avversario, perfino la negazione della legittimazione civile dell'altro. Le dichiarazioni di quelli dell'Italia dei Valori, la stessa tendenza di Bersani ad alzare i toni in modo dipietresco, fino all’estremismo dei gruppi che arrivano a fischiare la gloriosa Brigata Ebraica: tutto ciò allontana irrimediabilmente la possibilità di avere in Italia una sinistra liberale, riformatrice, europea".

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