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Occidente, il declino può attendere

Il saggio di Marco Bassani riflette su quanto la nostra cultura sia ancora vitale

Occidente, il declino può attendere

L'ultima fatica di Luigi Marco Bassani (Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo, pubblicato da Liberilibri) è un'appassionata riflessione sul presente della civiltà occidentale e sul suo futuro. Tanto colto quanto di agevole lettura, il testo muove dalla persuasione che il nostro mondo sia seriamente minacciato: dall'interno e dall'esterno. Non solo l'orizzonte globale vede delinearsi potenze avverse alla libertà individuale (a partire dalla Cina), ma le stesse società di matrice europea sono spesso prigioniere di follie genderiste ed ecologiste, mentre declina la libertà di espressione e l'intera esistenza è amministrata da norme e burocrazie.

Nonostante ciò Bassani muove da un dato che rappresenta un elemento di ottimismo, e cioè dalla constatazione che non solo la nozione stessa di declino è occidentale, ma anche che ogni ipotesi post-occidentale sarà in qualche modo largamente ancorata alla nostra tradizione. Egli rileva, e non è facile contestarlo, che l'Occidente "è un sistema-pensiero che ha prodotto le lenti con cui interpretare la realtà del nostro pianeta, e le ha inevitabilmente fornite anche alle altre culture". La celebre formula di Orazio, che descrive la conquista romana della Grecia come la premessa per il trionfo della grecità, trova qui una rinnovata attualità.

Il pamphlet è in larga misura il risultato di un'esperienza personale. Figlio di lombardi ma nato a Chicago, e poi vissuto sempre un po' al di quale e un po' al di là dell'Atlantico, Bassani coltiva un profondo affetto per la civiltà americana che è in larga misura l'oggetto dei suoi studi accademici e un radicato interesse per la difficile relazione tra i due poli dell'Occidente. Ne discende che il confronto tra America ed Europa è delineato su vari livelli.

Da storico delle dottrine politiche, Bassani sa bene che le idee orientano la storia, e questo giustifica l'attenzione riservata a Hegel e Marx, Heidegger e Schmitt. Al tempo stesso egli non trascura d'indagare i fatti, evidenziando come ogni confronto tra America ed Europa sia impietoso da tanti punti di vista. Sul piano economico la società americana superò quella del Vecchio Continente già alla fine del diciannovesimo secolo, ottenendo presto ottenuto il primato in ogni ambito: dall'università all'innovazione imprenditoriale, alla potenza militare. Gli europei si ostinano a non ammetterlo, ma il divario tra i due Occidenti è impressionante e continua a crescere. Il palazzinaro che è tornato alla Casa Bianca sarà pure sgarbato nei modi di fare, ma può comportarsi così perché conosce la dura legge dei numeri; e non a torto Bassani invita l'Europa, ormai refrattaria all'idea stessa di crescita, a restare agganciata a un'America ancora pervasa da creatività e ansia di futuro.

Questo testo, improntato alla massima schiettezza, è opera di un libertario politico che è anche un conservatore culturale, e che quindi è consapevole che qualsiasi società è sempre dinamica e chiamata a innovarsi, ma non può liberarsi dei valori fondamentali che sono alla propria base. Quando ciò avviene, la stessa civiltà si dissolve.

In tal senso sono di notevole interesse le pagine riservate all'immigrazione e, più in particolare, al mondo islamico. Bassani sa bene quanto nei secoli siano stati rilevanti i rapporti tra l'Europa e le società musulmane, ma in passato l'Occidente sapeva rivendicare con orgoglio la propria identità greca e cristiana. In quel quadro gli scambi, di qualunque natura fossero, non minacciavano in nessun modo i riferimenti ideali e valoriali. Oggi invece dobbiamo fare i conti con un'immigrazione di massa che s'insidia all'interno di società europee nelle quali le élite vorrebbero fare tabula rasa di ogni eredità e tradizione, giungendo a negare dignità al nostro passato.

Il volume evidenzia come i veleni che ci avvelenano, allora, siano soprattutto di produzione occidentale. Le follie in tema di riscaldamento globale, cancel culture, interventismo militare, femminismo e gender, balcanizzazione razziale e via dicendo sono in larga misura invenzioni americane, ma mentre oltre Atlantico c'è una società in grado di reagire, l'Europa ha accolto tutto ciò senza avere anticorpi né misure protettive; e così se oggi negli Usa c'è un'aperta ribellione contro tutto ciò, da noi la risposta è ben più debole e meno organizzata. Conoscere meglio la cultura americana, insieme al ruolo che lì il cristianesimo continua a giocare, aiuterebbe gli europei a gestire in modo più sensato le sfide del presente.

Quando qualche nemico dei valori occidentali si confronterà con tali analisi potrà magari affermare che ci sarebbe qualcosa di paradossale in un Occidente liberale e tollerante che, al tempo stesso, si giudica l'unico mondo in cui trovino spazio la libertà, il pluralismo e il rispetto per la razionalità.

L'Occidente difeso da Bassani non è però imperialista, né vuole prevalere con la violenza: è semmai una civiltà consapevole dei propri valori, a partire dal riconoscimento della dignità dell'altro, e desiderosa di preservarli.

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