Putin: una taglia sui killer dei russi in Irak

Dopo l’ordine agli 007 di uccidere gli assassini dei diplomatici, il leader del Cremlino ora ha deciso di assegnare un premio a chi fornirà informazioni utili

Marta Ottaviani

Vladimir Putin rincara la dose. Dopo aver dato agli 007 russi la licenza di uccidere, adesso il Cremlino ha deciso che pagherà 10 milioni di dollari a chi fornirà informazioni utili ad individuare i responsabili del rapimento e dell’uccisione dei quattro diplomatici dell’ambasciata russa a Bagdad. A dare la notizia all’agenzia stampa Interfax è stato il capo dell’Fsb, il servizio segreto russo, Nikolai Patrushev, dopo un incontro con il presidente russo Putin. «Il comitato internazionale antiterrorismo pagherà un premio di 10 milioni di dollari per qualsiasi informazione che porterà a un risultato», ha specificato il numero uno dell’intelligence russa, nata sulle ceneri del Kgb.
Non solo. Serghei Mironov, presidente del Senato, ha reso noto che la Camera alta del Parlamento russo approverà un decreto in base al quale il capo dello Stato avrà il diritto di usare, senza restrizioni di mandato, le forze speciali per le operazioni antiterrorismo all’estero. Restrizioni che non riguarderanno nemmeno il profilo temporale.
Se si pensa che appena tre giorni fa Vladimir Putin aveva dato ordine ai servizi segreti di «prendere tutte le misure necessarie per scovare ed eliminare i criminali» responsabili della morte dei quattro diplomatici russi, il minimo che si possa pensare è che adesso la Russia sia decisa a farsi giustizia e ad abbandonare la politica di prudenza nei confronti dell’Irak perseguita fino a questo momento.
Un atteggiamento contrastante rispetto a quello tenuto nei giorni del sequestro, quando il Cremlino aveva tenuto un profilo quanto mai basso. A scatenare le ire di Putin sembra siano state alcune foto diffuse su internet, che mostravano la macabra esecuzione degli ostaggi.
La richiesta dei sequestratori, praticamente irrealizzabile, era stata il ritiro entro 48 ore dell’ex Armata Rossa dalla Cecenia e la scarcerazione immediata di tutti «i fratelli e le sorelle» musulmani detenuti nelle carceri russe.
Non è la prima volta che la Russia ricorre a porre una taglia sul capo dei terroristi. Putin aveva già preso questa decisione sulla scia del tragico assalto terroristico alla scuola di Beslan, in Ossezia, dove nel settembre del 2004 morirono centinaia di persone, in larga maggioranza bambini. In quell’occasione l’Fsb aveva offerto dieci milioni di dollari per la neutralizzazione dei due leader della guerriglia indipendentista cecena, Aslan Maskkadov e Shamil Basaiev.
E mentre il Cremlino pensa a come vendicare la morte dei quattro diplomatici russi, a Bagdad ormai le vittime si contano a decine tutti i giorni. La media giornaliera di iracheni uccisi ha toccato quota 50, tra uomini delle forze di sicurezza, civili e insorti. Per la maggior parte si tratta di civili: l’esercito iracheno infatti perde una media di cinque soldati al giorno. A renderlo noto è stato Wafiiq al-Samarrai, consigliere per la sicurezza del presidente Jalal Talabani. Samarrai ha anche sottolineato che la media sarebbe addirittura superiore se si includessero tutti i civili morti ma che non vengono segnalati.

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