Ma quant'è bello imparare dagli altri

In questa rubrica abbiamo già recensito/segnalato altre opere di Giorgio Dobrilla, grande medico e grande divulgatore che in Imparare dagli altri (ilmiolibro, self publishing) abbandona l'ambito scientifico per accostarsi a quello filosofico

In questa rubrica abbiamo già recensito/segnalato altre opere di Giorgio Dobrilla, grande medico e grande divulgatore che in Imparare dagli altri (ilmiolibro, self publishing) abbandona l'ambito scientifico per accostarsi sostanzialmente a quello filosofico, ma in forma simpatica e leggera. Dobrilla ha scovato aforismi, massime, proverbi di antica o recente saggezza, o anche frasi dissacranti e idee bislacche, e li ha commentati con spirito critico, a volte scherzoso, a volte caustico, altre volte ancora con rispetto e ammirazione. Leggerlo, cosa che invito, è spunto di riflessioni, spesso impensabili. L'idea di fondo dell'Autore è che conoscere il pensiero altrui è, innanzitutto, un momento essenziale per conoscere sé stessi. I commenti brevi e puntuali delle frasi scelte spingono, oltre che a pensare, a fare cose buone o anche a evitare di farne meno buone, e questo approccio ha segnato l'intero percorso del volume.

Le frasi commentate sono riunite in sezioni tematiche, anche molto diverse tra loro, e l'autore spazia in un'ampia gamma di problematiche esistenziali. Troviamo, nell'ordine: le immancabili medicina, salute e malattie; sentimenti (amore, passione, e matrimonio); lettura, cultura e ignoranza; informazione, scienza e pseudoscienza; politica, storia e leggi; sincerità e bugie; preconcetti, fede e religioni; ricchezza e povertà. Le riflessioni commentate, tutte molto stimolanti, sono opera di più di 100 autori di tutti i tempi. Troviamo poeti e scienziati, storici e giornalisti, politici e attori, medici e filosofi, sociologi e sacerdoti, monaci e editori, epidemiologi e predicatori, sportivi e matematici, registi e letterati, e perfino grandi amanti e Papi.

La cosa piacevole del libro è che nello scorrerlo sembra che i personaggi siano di fatto contemporanei e, inoltre, sono accostati nel modo più impensabile. Così troviamo Churchill vicino a Cicerone o De Gasperi, Oriana Fallaci che discetta con Bertrand Russell, Mark Twain che ironizza con Bernard Shaw, Oliviero Toscani a colloquio con Roberto Gervaso, Marguerite Yourcenar che si confronta con Eleanor Roosvelt, e Mahatma Gandhi con Papa Francesco, o Dante e Petrarca con la Merini.

Al libro ha collaborato Alessandro Cimino, ed è prefato da Alberto Faustino, direttore di due testate storiche altoatesine, L'Alto Adige e L'Adige, ove lo stesso Dobrilla cura una rubrica. Scrive Faustino nella sua prefazione: «Una cosa è ricordare una frase o una citazione, un'altra cosa è declinarla poi - come fa Dobrilla - in un infinito presente, rendendola continuamente attuale». E noi concordiamo in pieno. I commenti dell'Autore fanno un po' l'autopsia delle frasi citate, traendone significati interessanti, che non affiorano a prima vista, ma sono nascosti in una intimità che il Nostro riesce a far emergere con maestria. E così che la massima rivive e fa riflettere il lettore in direzioni che possono risultare soggettivamente diverse. Un libro insolito e interessante che fa sospettare, tra l'altro, come l'uomo nei secoli sia, dopo tutto, cambiato assai poco.

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