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"Quanti pregiudizi in Italia sulle commedie romantiche"

La scrittrice Felicia Kingsley parla di "Non è un paese per single" il film di Prime Video tratto dal romanzo omonimo

"Quanti pregiudizi in Italia sulle commedie romantiche"
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"Feel good", "benessere", così vengono schedati sulle piattaforme digitali i romanzi di Felicia Kingsley, una delle scrittrici più prolifiche e amate dal pubblico femminile. E così vi sentirete, per due orette, se andrete a vedere il primo film tratto da una delle sue opere: Non è un paese per single. Il compito di trasportare in tv il romance, un retelling di Orgoglio e pregiudizio, della scrittrice di Carpi se lo è assunto Prime Video che lo manderà in onda dall'8 maggio. Una vicenda che, come nel libro, unisce commedia romantica, indipendenza femminile, umorismo con al centro un incantevole paesino della Toscana, una donna che gestisce da sola una tenuta agricola (Matilde Gioli, nei panni di Elisa), un vecchio compagno di giochi (Cristiano Caccamo nel ruolo di Michele) andato all'estero che eredita il casale e che le scombussola la vita tra equivoci, bugie e, ovviamente, come si conviene ai romanzi rosa, il lieto fine.

Felicia Kingsley, ha superato un altro traguardo.

"Grande soddisfazione, non è così immediato che in un mercato piccolo come quello italiano un romance trovi una trasposizione cinematografica".

Contenta del risultato?

"Una volta somatizzati i necessari cambiamenti, direi proprio di sì. Il romanzo è analisi, il cinema è visione e sintesi, e non può essere didascalico altrimenti annoia. Gli attori (tra gli altri Sebastiano Pigazzi nel ruolo di Carlo, Amanda Campana in quello di Giada e Cecilia Dazzi in quello della madre Mariana) hanno proprio i volti che mi ero immaginata".

L'arrivo in tv le può portare ancora più pubblico: si sente la responsabilità dei messaggi che contengono le sue opere di emancipazione femminile?

"Io non mi sento nessuna responsabilità, credo che non siano i romanzi a dover educare, ma la società e la famiglia. A me piace scrivere di relazioni equilibrate, rispettose, ma non faccio manuali didattici per coppie, sono solo fortunata che quello che mi piace possa essere ispirante. Magari un giorno mi sveglierò con il desiderio di scrivere qualcosa di amorale".

Nonostante i milioni di copie (più di quattro) venduti, pensa che ci sia ancora snobismo in Italia verso le commedie romantiche?

"Hai voglia... Il pregiudizio è un problema di chi lo ha, io faccio il mio, mi diverto, per me la soddisfazione principale è arrivare a tanti lettori, per superare il pregiudizio ci vuole un lungo lavoro, comunque anche il pubblico maschile si sta avvicinando ai miei libri".

Un bel passo in avanti.

"Forse i maschi stanno imparando a capire che mostrare i sentimenti non è una cosa negativa. E poi se leggi i miei libri rimorchi un casino: mi è stato raccontato da alcuni lettori che si sono conosciuti in biblioteca mentre cercavano un mio romanzo".

Lei scrive le storie degli altri, ma della sua si sa pochissimo, non svela neppure il nome di suo figlio di cinque anni.

"Sarà mio figlio a scegliere da grande se stare sui social, non sono la sua padrona. E poi chi mi segue è interessato alla mia attività editoriale più che alla mia vita privata anche perché è abbastanza noiosa".

Ma come fa a partorire tutti questi libri, fare l'architetto e crescere pure un bambino?

"Abbiamo quattro nonni, una bisnonna e pure un compagno molto attivo in tutti i ruoli in casa".

Invece qual è la cosa più romantica che ha fatto?

"Veramente io non sono romantica, sono molto pragmatica, forse per questo scrivo romanzi d'amore".

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