Quel genio del marketing al servizio del Duca

La Gioconda potrebbe tornare a Milano per Expo. Ce la faranno i nostri eroi? Sarebbe bellissimo e l’intenzione è di quelle da far tremare i polsi e far schiattare d’invidia, per esempio, tutti i greci (e la parte di mondo che tifa per loro) che attendono la restituzione ad Atene, o con derubricata aspirazione, almeno il prestito, dei marmi del Partenone custoditi a Londra dai tempi di Mister Elgin. L’intenzione di provare a far valicare il confine a Monna Lisa, ieri per bocca di Domenico Piraina, direttore delle attività espositive di Palazzo Reale, non è passata sottotono: «Per il 2015 stiamo trattando, fra gli altri musei, con Louvre e National Gallery per organizzare a Milano la più grande mostra su Leonardo pittore. E dicendo “pittore“ capite che cosa intendo». Si capisce eccome: se l’eventuale accordo con Parigi possa, piuttosto, cadere non sulla Gioconda, ma su altri «Leonardo» come l’Annunciazione o la Belle ferroniere e se da Londra possa arrivare la Vergine delle rocce (o l’altra versione conservata al Louvre) è prematuro chiedere. Ma per sognare è già tempo. Il Comune è determinato: i due fogli del Codice atlantico esposti a palazzo Marino (gratis, con offerta pro Abruzzo, fino al 31 agosto) lo confermano facendo da «aperitivo» alla mostra del Codice all’Ambrosiana e alle Grazie. Intanto l’Ambrosiana arriva ben prima di Expo nel festeggiare il genio di Leonardo. Dall’Ambrosiana un impegno: questo è il «domicilio» milanese di Leonardo. Qualunque evento lo riguradi avrà luogo qui, dove si pensa già ad una «casa» dopo Expo. Intanto allo studio un accordo per visitare insieme il Codice e il Cenacolo: già questo pare un sogno.

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