Quella sessantottina della Perina

L’ultima cosa di sinistra, da destra, l’ha detta la finiana Flavia Perina, parlamentare e direttore del quotidiano ex An il Secolo d’Italia. «Dire che il Sessantotto ha distrutto la scuola non è giusto. Da un pezzo non era più all’altezza dei suoi compiti, la scuola era in crisi già da un po’». Insomma, se è giusto riportare il rigore nella scuola, come sta facendo il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, secondo la finiana «bisogna mettere in discussione l’ossessione severista della scuola italiana, e il suo presupposto ideologico, cioè la necessità di ricostruire quella serietà didattica distrutta nel Sessantotto». E quindi è giusto ammettere alla maturità anche gli studenti con una sola insufficienza. Perché, è la sintesi del Perina-pensiero, certi studenti di allora erano molto meglio di certi insegnanti degli anni Sessanta. «E più preparati di tanti politici di allora...», la postilla al vetriolo della direttrice del Secolo. Peccato che quegli studenti di allora siano i politici (di sinistra) di oggi. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

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