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Qualcuno lo dica a Draghi, che schifo su Sempio e la Cina: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: l’incontro Trump-Xi, la crisi di Starmer e Macron schiaffeggiato

Qualcuno lo dica a Draghi, che schifo su Sempio e la Cina: quindi, oggi…

  • Ho letto un’illuminante intervista a Stella Li, vicepresidente esecutiva della BYD, azienda che sta trattando con Stellantis e con altre case europee l’acquisto di stabilimenti di produzione inutilizzati. In sostanza, dopo aver invaso il mercato europeo, i cinesi vogliono anche prendersi le fabbriche per produrre qui le loro auto. La cosa interessante, però, è un’altra. Non intendono solo cambiare la leadership del sito produttivo e mantenere tutto il resto com’è. Intendono proprio rilevare in toto la gestione della fabbrica. Perché? Facile: “È meglio gestire in autonomia uno stabilimento anche perché noi siamo abituati a prendere decisioni in 5 minuti”. In Europa, invece, anche solo per spostare un pannello si organizzano meeting e call di ore e ore. Spesso senza arrivare ad alcun risultato.

  • La fiction su Andrea Sempio ha raggiunto oggi il suo apice di schifo con gli articoli dei grandi quotidiani italiani (quelli che poi ti fanno la morale sul giornalismo libero, indipendente e di qualità). Tutti a riportare le testimonianze degli amici di scuola di Sempio. Titolo del Corriere della Sera: “Sempio e il bigliettino sulla ex: «Si capiva che aveva paura le facessi qualcosa». I compagni di scuola: «Apatico, silenzioso, sempre vestito di nero»”. Vestiva di nero, capito? Il killer perfetto. Poi vai a leggere bene e scopri che la roba della ex in realtà riguarda un incontro recente, tempo dopo essersi lasciati, e riporta il timore di lei di essere vista insieme a lui visto che era fidanzata con un altro. E i compagni? In realtà sono tutti pronti a difenderlo da accuse e sospetti: “Una persona totalmente gentile ed educata - dice uno - di certo non come viene descritta oggi sui giornali: escludo al cento per cento che sarebbe in grado di fare quello che i giornali scrivono. Cioè di compiere l’omicidio di Chiara Poggi”. E un altro: “Sono convinto dell’innocenza di Andrea perché in questi anni non ho mai assistito a un cambiamento negli atteggiamenti del mio amico. Io non posso credere che una persona che compie un gesto del genere possa rimanere la stessa e non cambiare minimamente o lasciar trasparire nulla”. Capite? Però nel titolo Sempio pare il pazzoide che veste di nero e scrive chissà cosa sulla ex fidanzata. Eddai.

  • Immagino che il presidente dell’Ordine dei giornalisti su questo non abbia nulla da dire, giusto?

  • Grandi titoloni per le parole di Mario Draghi sull’Unione Europea. La sintesi direi che è questa: l’Ue va rifondata, l’azione a 27 è inadeguata (visto che ci sono i vari veti) e “per la prima volta noi europei siamo soli, insieme”. Tutto molto bello. Ma il signor Draghi non è forse lo stesso che ha governato per anni la Bce e che è stato pure premier di uno degli Stati fondatori dell’Ue? Cioè, voglio dire: se l’Ue non funziona, di chi è la colpa? Di Topo Gigio o di chi di quell’architettura imperfetta ha fatto parte?

  • Altra cosetta sulla storia dell’azione “a 27”. Io sono d’accordo con Mario Draghi, sia chiaro. Perché è verissimo che dover mettere d’accordo 27 teste in questo momento storico è impossibile, se i tuoi competitor (Cina, India, Usa) possono fare scelte rapide e senza i tre folli passaggi formali europei (vi ricordo che ogni decisione va presa facendo negoziare Consiglio, Commissione e quindi Europarlamento). “Abbiamo raggiunto un punto in cui le decisioni che l'Europa deve prendere non possono più essere contenute nel quadro istituzionale che abbiamo ereditato”, dice Draghi. Benissimo. Però vorrei dire ai tifosi del draghismo che se applicassimo il metodo SuperMario anche al sistema italiano (cioè: meno concertazione, più rapidità di decisione) allora vorrebbe dire ciaone al bicameralismo perfetto, premierato, presidenzialismo. Invece se Draghi dice: al diavolo l’unanimità democratica, tutti ad applaudire; se Giorgia Meloni chiede un sistema più decisionista, è una fascista.

  • “Ma quando i cittadini chiedono più Europa, non stanno semplicemente chiedendo di più dell'Europa che abbiamo”, dice Draghi. E su questo siamo d’accordo.

  • Per Keir Starmer si mette male, molto male. Alla faccia del “i progressisti vincono ovunque in Europa”.

  • Non so se è vero. Ma l’idea che Emmanuel Macron si sia preso il ceffone da Brigitte Macron perché messaggiava come un ragazzino con un’attrice iraniana è qualcosa di meraviglioso. Meraviglioso.

  • Quello che mi preoccupa dell’incontro tra Trump e Xi non è tanto il fatto che si vedano né che facciano affari. Ma che gli Usa ormai se ne infischiano totalmente del piccolo mercato che chiamiamo Europa.

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