Racconto Mediterraneo. Ovvero RaMe. È questo il nome di un nuovo locale aperto qualche mese fa in una delle zone a più alta concentrazione gastronomica della città, al 52 di via Piero della Francesca. Si autodefinisce bistrot ma in realtà è un vero e proprio ristorante con tratti altoborghesi, soprattutto nel design elegante e decisamente parigino, che attraversa diversi decenni del Novecento, a occhio dagli anni Trenta ai Settanta.
RaMe rappresenta al meglio lo Zeitgeist della ristorazione italiana in quest'epoca di transizione. Si tiene a distanza di sicurezza dalla ritualità cervellotica del fine dining senza rinunciare a una certa dose di lusso e di bellezza e punta tutto sul far sentire a proprio agio il cliente. Si vede che è stato aperto da chi ha lavorato nel mondo della notte. La cucina non va a caccia di avanguardie ed è piuttosto tradizionale. Punta forte su ispirazioni marine ma chi ama la carne non resta deluso. I piatti sono ben realizzati e impiattati, sono abbondanti rispetto alle attese e i sapori sono decisamente ben definiti. Io ho attinto dalla sezione delle crudité assaggiando un tris di carpacci che si ispira nella presentazione al Giappone. Poi ho provato la Zuppetta Rame, una porzione abbondante di pappa al pomodoro con moscardini siciliani e dei crostoni di pan de cristal. Poi il piatto della serata, la Linguina Rame con vongole, calamaretti e bottarga. Infine un Branzino all'isolana con carciofi e patate novelle. I dolci non li ho provati per sopraggiunta sazietà ma in carta ci sono un Tiramisù, una Crema catalana, una Cheesecake scomposta. La carta dei vini ha una buona base ma andrebbe implementata e arricchita di qualche etichetta più eterodossa.
Servizio volenteroso ma da affinare, piacevole l'atmosfera generale e il tappeto musicale jazz. Un bar accontenta gli amanti della mixology. Aperto tutti i giorni dalle 19 all'1 (venerdì e sabato alle 2), la domenica a pranzo.